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Manovra, Di Maio contro Radio Radicale. Fnsi: «Governo e Parlamento respingano l’attacco»

 
«Ancora una volta il ministro 5 Stelle si scaglia contro il pluralismo dell’informazione. L’ennesima sortita è un attacco all’articolo 21 della Costituzione, la cui importanza è stata sottolineata più volte dal presidente Mattarella», osservano il segretario Lorusso e il presidente Giulietti. Il direttore Falconio: «Non credo che sia l’editoria l’ostacolo alla ricostruzione».
«Ancora una volta il ministro Luigi Di Maio si scaglia contro Radio Radicale e il pluralismo dell’informazione. L’ennesima sortita è un attacco all’articolo 21 della Costituzione, la cui importanza è stata sottolineata più volte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ci auguriamo che anche questo attacco venga respinto dal governo e dal Parlamento e che i fondi vengano assicurati a Radio Radicale e a tutte le voci delle minoranze e delle differenze. È in gioco il diritto dei cittadini ad essere informati».
Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana rispondono così al ministro 5 Stelle che, commentando la previsione di inserire in manovra lo stanziamento di 8 milioni di euro all’anno per 3 anni per la convenzione con l’emittente, ha affermato: «Ma diamoli ai terremotati…».

Il direttore Falconio a Di Maio: «Non credo sia l’editoria l’ostacolo alla ricostruzione»
«Non credo che sia l’editoria l’ostacolo alla ricostruzione post terremoto». Così il direttore di Radio Radicale, Alessio Falconio, rispondendo su Rainews24 a una domanda sulle parole di Luigi Di Maio sul finanziamento di 8 milioni annui per l’emittente previsto nella legge di bilancio.
«Radio Radicale svolge un servizio pubblico da 43 anni, riconosciuto anche da Agcom – ha proseguito –. Un servizio che dà voce alle istituzioni del Paese: al governo, ai partiti, al Csm, a tutti i movimenti. La stessa Agcom ha chiesto di prorogare la convenzione fino a una nuova gara. Noi chiediamo che ci sia una gara dal ’95, dopo averla vinta. I governi che si sono succeduti non l’hanno ribandita perché ritenevano che non ci fossero le condizioni. Si può giudicare bene o male il nostro lavoro, ma se esponenti di tutti i partiti, anche dei 5 Stelle, e i rappresentanti delle istituzioni hanno difeso la nostra causa, questo qualcosa vorrà dire».
«La conoscenza è un bene essenziale – ha aggiunto Falconio –. Ovviamente non dipende da noi la sussistenza della vita democratica, ma diamo un contributo importante. La posizione del Movimento 5 Stelle pone in dubbio la qualità del servizio, ma noi siamo aperti a ogni tipo di controllo. Proprio il Mise verifica la qualità del servizio e la percentuale destinata alla copertura dell’attività delle Camere ogni mese e siamo ampiamente sopra il minimo garantito per legge. Questo è un lavoro tangibile sul nostro sito. Il nostro archivio ha oltre un milione di registrazioni a disposizione di tutti senza alcun filtro. Un patrimonio che Agcom ha chiesto di garantire». (Ansa)

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