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“La richiesta di verità è fondamentale, non è un concetto astratto”. Il presidente Fico a Trieste per Regeni

 

«La richiesta di verità è fondamentale, non è un concetto astratto», ha detto l’on. Fico, intervenendo martedì 1° ottobre a Trieste all’inaugurazione dell’anno scolastico del Liceo classico linguistico “Francesco Petrarca”, la scuola frequentata da Giulio Regeni.

«C’è il rischio che la Costituzione diventi carta, mentre dev’essere nervi, azione», ha affermato la prof. Cesira Militello, dirigente del “Petrarca”. «La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé», ammoniva Piero Calamandrei, parlando agli studenti di Milano il 26 gennaio 1955.

Nessuno dei diritti di cui godiamo e che la nostra Carta ci garantisce può esser dato per scontato, ha sottolineato con forza più volte il Presidente della Camera.

È per questo che il liceo triestino ha promosso un ciclo di lezioni di approfondimento su quello che dovrebbe essere il faro del nostro agire, ovvero la Costituzione, un richiamo al valore dei diritti e all’importanza di rispettarli. È per questo che per la quarta volta consecutiva si è scelto di aprire l’attività didattica con una lectio magistralis su uno o più principi fondamentali della nostra bussola: dopo Ezio Mauro, Laura Boldrini, Giancarlo Caselli, quest’anno è toccato a Roberto Fico, accolto nell’Aula Magna dell’Università, la stessa in cui Fico si è laureato, da 320 studenti e studentesse del liceo. Giovani come Giulio, a cui il ciclo di lezioni è dedicato per tenere alta la richiesta di giustizia e di verità.

Una richiesta che il Presidente della Camera ha fatto propria sin dall’inizio del suo mandato: «Una delle prime cose che ho fatto» ha detto Fico «è stato contattare la famiglia Regeni (presente in Aula assieme all’avv. Ballerini, nda), per testimoniare la mia solidarietà, e la prima visita estera è stata in Egitto, che non è un Paese sicuro. Sono soddisfatto che nei mesi scorsi si sia trovato l’accordo tra i gruppi per sospendere le relazioni tra la Camera e il parlamento egiziano». Sul fronte della diplomazia c’è ancora molto da fare, ha concluso il presidente, assicurando la massima collaborazione e non escludendo tra i possibili scenari futuri anche il ritiro dell’ambasciatore.

Sulla richiesta di verità per Giulio è tornato anche il prof. Pesante, responsabile del progetto sull’educazione alla cittadinanza e alla costituzione, che ha introdotto i ragazzi e le ragazze al tema attraverso un’immagine delle mani sovrapposte di Paola Deffendi Regeni e Vera Vigevani Jarach, quest’ultima una madre di Plaza de Mayo che scappata dall’Italia in Argentina per sfuggire all’orrore nazifascista si è ritrovata vittima delle violente repressioni del regime di Videla, che le ha portato via una figlia. Sono passati più di quarant’anni ma Vera Vigevani, che si definisce una militante della memoria, non ha ancora smesso di cercare. E neanche noi possiamo permetterci di farlo. Per tutti i Giulio e le Giulia del mondo.

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