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Il denaro contante favorisce le mafie e la criminalità comune

 

Torna il limite ai pagamenti con denaro contante introdotto dal passato Governo Monti, anche se il passaggio sembra dovrebbe essere graduale. Si parla di mille euro già dal 2020, secondo le ultime novità per il prossimo biennio sarà pari a duemila euro e l’ulteriore stretta arriverà dal 2022. Una riflessione sull’abolizione del contante va fatta e riguarda a nostro giudizio, in primis, il contrasto alla criminalità comune e a tutte le mafie. Orbene un sistema dove non circolano più monete e banconote, che vede peraltro in prima linea Paesi scandinavi come Danimarca e Svezia, non è solo un modo utile per ridurre l’evasione fiscale e quindi l’economia sommersa ma, il tracciare tutti i pagamenti vuol dire prioritariamente contrastare i traffici economici illeciti di tutte le mafie. M’immagino metaforicamente, ma non tanto, gli imprenditori di successo o i tanti politici che fanno uso di cocaina stare in fila davanti ad uno spacciatore dotato di bancomat digitando un codice pin.

Le giovani schiave costrette a prostituirsi con irreprensibili padri di famiglia italiani, che passano il bancomat tramite pos per il pagamento della prestazione ricevuta. Immagino la criminalità organizzata come potrebbe realizzare le sue estorsioni alle attività commerciali (quelli dei piccoli commercianti, quelli degli artigiani) essendo di fatto costretta a inviare i propri affiliati con tanto di bancomat e dover interrompere il “pizzo” quando manchi la connessione internet o nel dover constatare che quella particolare carta di credito non è inserita nel circuito dei bancomat nella disponibilità della consorteria. Se fosse per me, il contante lo eliminerei totalmente fermo restando che i pagamenti elettronici dovrebbero essere assolutamente gratuiti. Non sarebbe male pensare di fornire i pos con il collegamento gratuito o a carico dello Stato (sotto forma d’incentivo che troverebbe adeguata compensazione per effetto delle garanzie fiscali che deriverebbero dall’eliminazione della moneta fisica una sorta di sistema già sperimentato per i videogiochi) o a carico delle banche. Si tratta di precauzioni che eviterebbero di far gravare sulle attività commerciali o sulle professioni altri costi fissi, rappresentati dal canone del noleggio dei dispositivi e della linea telefonica/dati (anche se in realtà l’acquisto di un registratore di cassa, la revisione annuale, l’assistenza e il commercialista costano molto di più di qualsiasi pos sul mercato, oggi, peraltro, esistono pos portatili che si connettono direttamente ai dati mobili), evitando al contempo inutili accertamenti fiscali.

Va anche rimarcato che le varie indagini della magistratura inquirente hanno dimostrato che l’obiettivo delle mafie è sempre più quello di diversificare gli affari e che nelle fasi più avanzate del business diventa essenziale passare dall’illecito al lecito, in un sistema di riciclaggio che coinvolge imprese di vario livello, tecnici specializzati, attività finanziarie e tecnologie avanzate. L’elevato utilizzo di contanti, ovviamente non il piccolo “nero” di conservazione, coincide con persone e società giuridiche collegate a Paesi che garantiscono l’anonimato societario o evidenziano mancanze nelle norme nazionali antiriciclaggio o che hanno alle spalle schemi negoziali che interrompono la relazione di prova tra entità legale e titolare effettivo dei capitali. Per ‘ndrangheta, camorra, mafie pugliesi e cosa nostra è fondamentale investire denaro in settori solo in apparenza leciti, come l’intrattenimento, le costruzioni, il turismo, i servizi di alloggio, l’agroalimentare, la ristorazione. E questo accade soprattutto in quelle aree dove la soglia di attenzione sul fenomeno è bassa. Il tutto con una particolare propensione e attenzione a reperire anche fondi pubblici e finanziamenti erogati alle imprese per il supporto alle attività. Nella lotta alla criminalità mafiosa di natura economica più sarà possibile tracciare i soldi e più si eviterà ad esempio il caporalato e lo sfruttamento del lavoro nero e del riciclaggio di denaro sporco. Se davvero vogliamo combattere con efficacia le mafie, la criminalità comune, la corruzione e l’evasione fiscale, eliminare il contante sarebbe davvero un bel segnale.

Se l’introduzione della moneta elettronica porterà soltanto vantaggi perché non ci poniamo il seguente interrogativo: chi ha interesse a non volerla? La risposta arriva a mio giudizio si potrebbe dare con un’altra domanda: un ladro farebbe mai una legge che punisca i ladri? L’efficacia di questo sistema colpisce in primis tutti gli evasori, gli elusori e i furbi che spesso dichiarano un reddito sotto la soglia di povertà (approfittando dei benefit ed esenzioni) conducendo uno stile di vita elevatissimo e danneggiando chi veramente ha bisogno dell’intervento dello “Stato Sociale”. Questo sistema di pagamento colpirebbe direttamente tutte le mafie, le associazioni criminali, i funzionari corrotti, i lavori sommersi e i lavoratori in nero. Credo che il beneficio primario la avrebbero proprio le persone oneste, che probabilmente potrebbero finalmente sentirsi cittadini, senza apparire “gabbate” solo perché pagano le tasse.

(Vincenzo Musacchio, giurista e presidente dell’Osservatorio Antimafia del Molise)

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