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Festa Cinema Roma 2019. “Judy”, film sulla Garland: quando lo show business “dopa” salute e vita.

 

Rupert Goold descrive in “Judy” il periodo finale della vita di Judy Garland, al tramonto di una carriera sfolgorante di fama e stress superiore alle sue forze, iniziata giovanissima con Dorothy del Mago di Oz. Judy Garland visse 47 anni e per 45 lavorò. Quello di Rupert Goold è l’adattamento cinematografico del dramma teatrale “End of the rainbow” di Peter Quitter. La Garland è interpretata da Renée Zellweger che, al Toronto International film festival, ha ricevuto per la sua performance una standing ovation così sentita da farla scoppiare in lacrime.

Il film parte dagli ultimi concerti di Judy Garland a Londra, mentre flashback sulla sua infanzia spiegano la tragica situazione cui è arrivata. Bambina prodigio, puntellata da una disciplina di ferro utile solo allo show business e forzata a doparsi per resistere: volevano fosse magra e le vietano di mangiare, così prendeva pillole che toglievano l’appetito e poi tranquillanti per bilanciare i conseguenti effetti di nervosismo e insonnia. Fenomeno non solo attribuibile allo sport e miscuglio di droghe dalle quali non si è mai più liberata. Tra matrimoni finiti malamente, figli cui senza soldi non riusciva a badare, l’offerta londinese le era sembrata l’unica e ultima chance, nonostante la paura di tornare sul palcoscenico. A Londra sulle prime il suo appeal resistette inalterato, s’innamorò di Mickey Deans molto più giovane di lei e l’arcobaleno per un attimo si stagliò controluce …

Ma, con sicuro passo narrativo, Rupert Goold, ci accompagna attraverso le ragioni psicologiche e fisiche della sua fine prematura, facendoci conoscere nei particolari tormenti e cause: esplicita accusa alla fatuità dei lustrini di scena, alle regole del successo che divora i suoi adepti più fragili. Anche se, nel finale, appare chiaro come il rapporto con il palcoscenico sia fatto anche di grande amore e sia il nucleo dell’identità di ogni vero performer.

Judy di Rupert Goold

Interpreti  Renée Zellweger, Jessie Buckley, Finn Wittrock, Rufus Sewell, Michael Gambon, Richard Cordery

Sceneggiatura Tom Edge (dal dramma musicale “End of the Rainbow” di  Peter Quilter

 Fotografia Ole Bratt Birkeland

Montaggio Melanie Ann Oliver

Scenografia Kave Quinn

Costumi  Jany Temime

Musica  Gabriel Yared

Suono Rob Ireland

 Produttore David Livingstone

Co-produttore Jim Spencer

Produzione Calamity Films, Pathé Productions, BBC Films

Distribuzione italiana Italian Notorious Pictures

Distribuzione internazionale Pathé International

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