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Russia, attivista Lgbti brutalmente uccisa a San Pietroburgo mentre a Mosca torna in carcere il dissidente Navalny

 

Yelena Grigoriyeva sapeva che il suo nome era finito su un sito che istigava ad aggredire i gay, ma non aveva paura. Continuava a impegnarsi nella difesa dei diritti della comuni Lgbt in Russia. Domenica scorsa è stata ritrovata senza vita a San Pietroburgo, vicino casa sua, uccisa coni 8 pugnalate.

Attivista di spicco, 42 anni, la Grigoryeva, stava rientrando nella sua abitazione dopo aver partecipato a un’iniziativa contro ik divieto di “propaganda di omosessualità” adottato da varie regioni russe. Almeno in due la aspettavano per sopraffarla. La donna aveva al collo  anche segni di strangolamento. Il corpo della 41enne è stato trovato nei cespugli vicino. Girgoryeva aveva ricevuto minacce di morte. In un post su Facebook, pubblicato ieri, l’attivista Dinar Idrisov ha scritto che la sua amica Grigoryeva era stata “brutalmente uccisa” raccontando come fosse stata di recente vittima di violenza e e di minacce di morte”. La Girgoryeva aveva presentato diverse denunce alla polizia che ha confermato che l’attivista è atata ripetutamente accoltellata.  Secondo il portale online Fontanka, l’omicidio è stato particolarmente efferato.

Il suo corpo è stato rinvenuto  nella parte nord occidentale della città. La polizia ha riferito che la Grigoryeva aveva denunciato di aver ricevuto diverse minacce che però non avevano portato ad alcuna indagine.un collega della donna, Oinar Idrisov, ha accusato le autorità russe di non aver voluto difendere la Grigoryeva. Lo stato russo – ha scritto su Facebook – era obbligato a garantire il suo diritto alla vita”: Più di una volta attivisti per i diritti umani in Russia hanno condannato le frequenti violenze contro gli omosessuali, atti criminalizzò per i quali i responsabili sono raramente perseguiti.

In Russia e nelle repubbliche della federazione russa la discriminazione delle persone Lgbti è senza tregua, anche a causa di una legislazione vessatoria nei loro confronti.

Secondo Amnesty International  dal 2017 ad oggi centinaia di uomini ritenuti omosessuali  sono stati rapiti, torturati e maltrattati in prigioni segrete. Alcuni sono stati uccisi. I sopravvissuti hanno raccontato di una campagna di violenza coordinata dalle autorità.

Nelle stesse ore, nel mezzo delle crescenti proteste per l’esclusione dei candidati dell’opposizione nelle elezioni locali, il dissidente russo Alexei Navalny veniva arrestato a Mosca.

In un video sul suo account Instagram, l’attivista anti-corruzione ha affermato di essere stato fermato nel parco dove era andato a fare jogging e portato in una stazione di polizia.

“Le persone hanno ragione quando affermano che lo sport non sempre fa bene alla salute”, ha detto Navalny con una battuta.

Il suo portavoce, Kira Iarmych, ha confermato l’arresto su Twitter. Il giorno prima, Navalny aveva lanciato un appello per una manifestazione contro l’esclusione dei candidati dell’opposizione alle elezioni del parlamento di Mosca, decisione che ha sollevato un’ondata di proteste, con 20 mila persone che due giorni hanno organizzato una protesta nella capitale russa. L’iscrizione nelle liste di molti candidati è stata respinta la scorsa settimana, ufficialmente a causa di irregolarità nella raccolta delle firme. Questi candidati, tra cui diversi alleati di Navalny, denunciano irregolarità costruite a tavolino. Secondo la legge, i candidati indipendenti avrebbero dovuto raccogliere le firme di almeno il 3% dei loro potenziali elettori in ciascuno dei 45 distretti di Mosca. Gli esponenti dell’opposizione hanno visto respingere le domande anxhe in altre grandi città come San Pietroburgo.

Repressioni dei diritti che, insieme al crescente clima di odio verso il ‘diverso’, ‘l’oppositore’, alimentano le tensioni in vista della prossima tornata elettorale.

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