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La bufala delle bici, laurea falsa, antiracket fantasma

 

Dall’ordinanza di custodia cautelare e dall’informativa della Squadra Mobile

“..Ed invero, da un lato può dirsi accertato che il MONTANTE ha iniziato a produrre biciclette con il marchio “Montante Cicli” solo in data 1.04.2011. attraverso la società  ITALIAN DESIGN EVENT MONTANTE S.R.L. (costituita con atto del 18.10.2010) della quale è amministratore unico, nonché proprietaria del 25% delle quote, NIGRO Antonella Valeria, mentre le rimanenti quote societarie sono equamente divise tra le due figlie del MONTANTE (Chiara ed Alessandra, ndr).
Dall’altro lato, può però rilevarsi come sia stato lo stesso MONTANTE, nel corso del tempo, a veicolare l’immagine secondo cui la “Cicli Montante” sarebbe la più antica fabbrica di biciclette siciliana, sorta già negli anni ’20 dello scorso secolo grazie alla capacità imprenditoriale del nonno Calogero e che, in breve tempo, aveva iniziato a distribuire le biciclette “prodotte in tutto il Meridione dotando i reparti dell’allora Reale Arma dei carabinieri, della P.S., divenendo fornitore anche delle nobili case reali”.
In tal senso, si pongono peraltro alcune annotazioni contenute nel file excel di cui si è già detto, dalle quali sembrerebbe evincersi che il nonno del MONTANTE avesse creato la prima bicicletta “Montante” nel 1927 e che lo stesso commerciasse in biciclette con una ditta individuale sorta nel 1930.
..In realtà, dagli accertamenti compiuti, risulta che Calogero MONTANTE è stato titolare di un impresa individuale con sede a Serradifalco in via Garibaldi, dal 08.11 1957 al 30.12.1989, avente ad oggetto l’esercizio dell’attività artigiana di riparazione cicli e moto (e non, dunque, a quanto sembrerebbe di produzione delle biciclette).
..Sicché, sia pure non propriamente aderente alla realtà dei fatti (almeno da ciò che documentalmente risulta), può dirsi in ogni caso accertato come sia stato lo stesso a MONTANTE ad ingenerare la diffusa convinzione che da tempo immemore la sua famiglia producesse biciclette a Serradifalco
…Il VENTURI Marco (uno dei testi chiave dell’inchiesta, ndr), quindi, faceva anche riferimento ad ulteriori motivi di perplessità sul conto del MONTANTE riferibili alle aziende di questi, in particolare sottolineando che non esisteva alcuna storica impresa di famiglia per la produzione delle biciclette e che la società che produce i torroni – che aveva sempre dato per scontato che fosse del MONTANTE – non risultava invece essere ufficialmente sua e specificava che ne aveva fittiziamente intestata la titolarità a parenti di poliziotti…
..Per quanto riguarda l’Associazione Antiracket e Antiusura di Caltanissetta, con sede
legale a Caltanissetta in via Sallemi nr.22, fondata, in data 20.10.2009, su input di MONTANTE
Antonio Calogero, e che annovera tra i suoi membri CAPONETTI Renzo quale Presidente
onorario, già Presidente dell’Associazione Antiracket di Gela; LI MUTI Salvatore quale
Presidente; MISTRETTA Vincenzo , IRACI CAPPUCCINELLO Michele , GRANATA
Marco compreso l’elenco di imprenditori associati…
Da ricerche su fonti aperte nulla emergeva in relazione ad eventuali iscritti a detta associazione. Pertanto, in data 01.04.2015, personale di quest’Ufficio si recava presso l’indirizzo dell’associazione ma essa non aveva lì alcuna sede.
Da attività di indagine esperita nell’ambito sebbene presso l’attuale sede di Confindustria Centro Sicilia (ove doveva essere conservata la documentazione dell’associazione Confindustria Caltanissetta, oggi in liquidazione) non siano stati rinvenuti verbali di esclusione soci, dalle sommarie informazioni rese dai direttori di Confindustria Caltanissetta che si sono susseguiti dal 1972 al 2012 (GIARRATANO Tullio e CRESCENTE Giovanni) si rilevava che mai nessun imprenditore iscritto a Confindustria sia stato escluso dall’associazione per motivi legati alla giustizia, tranne l’ex Presidente DI VINCENZO Pietro; infatti quelli esclusi lo sono stati solo per non adempienza contributiva del versamento della quota associativa.
Così riferiva il TORNATORE Pasquale (imprenditore di Caltanissettta, ndr):
… Totò IACUZZO, già direttore dell’A.S.I. (Area Sviluppo Industriale di Caltanissetta, ndr), è entrato in forte contrasto col MONTANTE nel periodo in cui questi era divenuto presidente pro-tempore del’A.S.I., anche se non ne so le ragioni.
..IACUZZO fu anche colui che contribuì a “smascherare” la falsità di una notizia apparsa su “La Sicilia” relativa alla laurea honoris causa che era stata conferita al MONTANTE dall’Università “La Sapienza”. Ricordo infatti che mi trovai all’A.S.I. quando uscì sul giornale questa notizia e IACUZZO mi chiese come si potesse fare per comprendere se la stessa fosse vera o meno.
Gli consigliai di chiamare direttamente l’ufficio stampa de “La Sapienza” cosa che fece in mia presenza, apprendendo che la notizia non era vera ed anzi l’addetta all’ufficio stampa volle che le si mandasse una copia del giornale. IACUZZO effettivamente gliela mandò e da lì poi originò la smentita da parte dell’Università che venne pubblicata dopo qualche settimana sul giornale…”.

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