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Iniziato il processo a carico di Joaquin “El Chapo” Guzman Loera

 

Lunedì 5 novembre, a New York, è iniziato il processo a carico di Joaquin Guzman Loera, conosciuto da tutti con il nome di “El Chapo”, signore indiscusso della droga in Messico che ha guidato il Cartello di Sinaloa, creando la base del suo sconfinato impero e diventando uno degli uomini più ricchi al mondo, secondo la rivista Forbes. Sono 17 i capi d’imputazione di cui deve rispondere El Chapo: dal traffico di sostanze stupefacenti all’omicidio, dalla cospirazione al possesso di armi fino al traffico delle stesse e alla corruzione. Una lista infinita che comprende anche l’estorsione e il riciclaggio di denaro i cui fascicoli sono stati aperti anche a New York, Arizona, California, Florida, Illinois. Secondo i pubblici ministeri, El Chapo ha introdotto illegalmente negli Stati Uniti oltre 200 tonnellate di cocaina. Un processo che si preannuncia lungo e faticoso, iniziato dopo l’estradizione negli Stati Uniti avvenuta il 19 gennaio 2017. Sono 13.000 i documenti che il governo americano presenterà a carico del boss.

L’aula del Tribunale di New York è stata predisposta con le più efficienti misure di sicurezza: le autorità hanno chiuso il traffico del ponte di Brooklyn con il fine di garantire il trasporto del detenuto da Manhattan. Rigide misure di sicurezza applicate anche per la tutela dell’identità dei dodici giurati, al fine di garantire la loro incolumità: cinque uomini e sette donne compongono la giuria popolare che nel suo insieme raccoglie, tra le varie etnie, anche tre persone con perfetta conoscenza dello spagnolo. Secondo quanto emerso dalle informazioni rese note dal quotidiano messicano “El Universal”, tutti i giurati dovranno basare il loro giudizio sulla traduzione in inglese fornita dal Tribunale e inoltre –sempre secondo quanto riportato dalla testata- tutti, eccetto una donna, hanno informazioni o hanno sentito parlare di El Chapo.  El Chapo ha vissuto la sua carriera criminale nel lusso più estremo, tenendo in pugno il mondo del narcotraffico che dalla Colombia portava agli Stati Uniti droga e soldi in quantità incalcolabili.

E’diventato leader indiscusso di un impero che si è espanso a dismisura, arricchendo le casse di un sistema,  impoverendo e uccidendo i consumatori di quella polvere. E’ riuscito a trasformarsi in un fantasma nella terra che lo ha protetto quando è stato l’uomo più ricercato del mondo. Una carriera criminale che non ha conosciuto limiti. Le sue evasioni sono oggi il simbolo di un potere che si è tenuto in piedi grazie all’appoggio delle autorità messicane, complici di un macchinoso sistema di protezione e reti che è riuscito a costruirsi nel corso del tempo. Una situazione che certamente non è sfuggita al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America, che ha evidenziato quanto i suoi interessi andassero ben oltre il Messico.

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