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Il Polesine ricorda Daphne in un bene confiscato. 23 novembre a Villa Valente Crocco

 

Il Polesine ricorda Daphne Caruana Galizia poche ore dopo l’annuncio, da parte delle autorità maltesi, dell’individuazione dei mandanti dell’assassinio della giornalista, uccisa il 16 ottobre 2017 a 53 anni da un ordigno piazzato nella sua automobile dagli esecutori materiali che sarebbero – sempre secondo le autorità maltesi – i fratelli George e Alfred Degiorgio, di 55 e 53 anni, e Vincent Muscat, 55 anni. L’appuntamento è per le 21 di venerdì 23 novembre a Villa Valente Crocco (via dei Partigiani, 242 – Salvaterra di Badia Polesine), bene confiscato alla criminalità organizzata e sede della Casa della cultura e della legalità, intitolata all’appuntato Silvano Franzolin, carabiniere polesano caduto in servizio nel 1982 a Palermo in un attentato di mafia, noto come la Strage della circonvallazione. A organizzare la manifestazione (inserita tra le iniziative per la Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne) è il Centro di documentazione polesano (Cdp) che ha chiamato ad animare l’incontro il giornalista Nicola Chiarini (Articolo 21 e componente della giunta del Sindacato dei giornalisti del Veneto) e Giovanni Stefani (presidente Amnesty International Rovigo).

Un’occasione per confrontarsi e fare rete tra cittadini e associazioni, per chiedere con forza sia fatta chiarezza non solo per Daphne Caruana Galizia, ma anche per tanti altri cronisti caduti e ancora in attesa di verita e giustizia come lo slovacco Jan Kuciak, la bulgara Viktoria Marinova, il saudita Jamal Khashoggi, ma pure giornalisti italiani come Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Andrea Rocchelli. Nel 2018 che deve ancora conludersi Reporter senza frontiere (Rsf) registra 68 giornalisti professionisti uccisi e 167 imprigionati, cui vanno uniti 15 caduti e 168 incarcerati tra collaboratori dei cronisti e citizen journalist. Negli ultimi quindici anni, sempre secondo le stime di Rsf, sono oltre mille i giornalisti uccisi sul lavoro. Tra questi, appunto, Daphne Caruana Galizia diventata celebre a Malta per le sue inchieste, tra le altre, sullo scandalo “Maltafiles”, sui processi di evasione fiscale all’interno dell’Unione europea.

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