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Ed è subito s…montaggio. Il day after della 75. Mostra del Cinema di Venezia

 

9 Settembre. Lido di Venezia. All’alba come per incanto scompaiono, tra tramestii di operai affaccendati, le appariscenti, lineari, asettiche impalcature, i padiglioni che hanno ospitato il cinema internazionale e i suoi protagonisti dal 28 Agosto all’8 Settembre. La pedana davanti al Palazzo del Cinema si sveste del rosso fiammante dello spietato Red Carpet, su cui si sono leggiadramente posati i piedi dell’attesissima Vanessa Redgrave e delle stars in mise di gala, per la gioia della stampa mondana e dei fans. E’ sparito anche il muretto (deprimente confine tra chi è Qualcuno e chi non lo è) dove gli ammiratori alimentano il sogno muniti di penne, taccuini, tablet, poggiandovi sopra le loro stanche membra, stremate da infinite attese. Sono sparite le piante che ornavano le strutture, le recinzioni. Tutto sparisce come per incanto. La Fiera delle vanità chiude i battenti. E’ il disarmo, l’espianto di una galassia che per dodici giorni ha illuminato con la sua magia inossidabile, tra glamour e impegno artistico, gli oltre 10.000 spettatori, cinefili a vari livelli e di tutte le età, giornalisti, critici, accorsi da ogni latitudine, pazientemente in fila in code imponenti davanti alle sale di proiezione efficienti (anche nelle temperature, pressoché siberiane), beatamente immersi nelle articolate espressioni artistiche in lingua originale di un cinema che sta cambiando. I segni sono chiari e incontrovertibili.

La gara si è conclusa tra gioie e dolori, come sempre. Lacrime e sorrisi. E’ uno spettacolo. Chi vince, chi perde, sono solo dettagli. I temuti e sospirati premi sono stati assegnati. Il Leone d’Oro al bell’amarcord messicano “Roma” di Cuaròn, in Netflix, significa sancire un cinema di qualità che cambia le regole della distribuzione.

Cronenberg, Leone d’Oro alla Carriera, ne ha disegnato il nuovo panorama, dichiarandosi favorevole a Netflix e alle innovazioni tecnologiche, con buona pace dei nostalgici. Di certo la giuria di uno dei più prestigiosi riconoscimenti della settima arte guarda con interesse alle innovazioni, a un cinema extracontinentale, presente nei premi assegnati, fornendo orientamenti precisi, accanto a opere dal profondo respiro storico ed estetico come l’affascinante e giustamente pluripremiato “The Favourite” di Lanthimos, o di genere New Western (i Coen e Audiard), rivisitati da una visione innovativa dell’arte cinematografica.

Cambia anche la lunghezza delle opere che si attestano per la maggior parte oltre i 90 minuti, spesso sfiorando i 120, 130 minuti in un processo evidente, sottolineato da Cronenberg , che si avvia verso la serialità. Rimane intatto il prestigio di una manifestazione capillarmente organizzata, in un imponente scenario, che garantisce la qualità delle opere presentate, articolandole nei vari settori, dai Classici restaurati, ai nuovi autori, ai corti, ai documentari, che sa aprirsi al mondo e mantenere la solidità di un percorso iniziato nel 1932, tra salti e omissioni, che quest’anno celebra il 75° anno. Per questa particolare ricorrenza è stata allestita una ricca e articolata mostra fotografica e video, ospitata dall’Hotel des Bains dove fu girato il celebrato “Morte a Venezia” di Visconti, presentato alla Mostra in versione restaurata.

Alto lo standard dei film presentati, sia per la ricerca stilistica che per gli argomenti nella maggior parte dei casi di robusto impegno civile, culturale, umano, il che fa ben sperare gli appassionati. Ah! Questo cinema che fa sognare, rapisce, emoziona, coinvolge, denuncia , rivela, onora, indaga, illude, racconta. Sullo schermo nasce una storia e si chiude. Oggi quando vuoi la riapri, come un libro. Uso privato e libero. DVD, Blue-Ray, Internet, Netflix. Evolution. Cambiano le dimensioni, le modalità. Quel che resta è il Cinema: l’invenzione del XX° secolo.

Tutto era cominciato quando il patriarca Antoine Lumière, di ritorno da Parigi dove aveva scoperto il Kinetoscope Edison disse ai suoi figli Louis e Auguste: “E’ una splendida invenzione, ma si tratta di un apparecchio per uso individuale. Bisogna fare in modo che l’immagine esca da quella scatola… ” E così fecero. Correva l’anno 1895.

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