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La partita, il Var e Michelangelo Antonioni

 

In occasione del Mondiale di calcio in corso (appassionante), mi è ritornata in mente un’intervista di anni fa a Michelangelo Antonioni, in cui il geniale regista ferrarese affermava che gli sarebbe piaciuto molto fare la regia televisiva di una partita di calcio. Allora rimasi perplesso. Con il tempo cominciai a capire. Oggi sono pieno di certezze sul perché del desiderio del Maestro.

Sicuramente, egli aveva anticipato nella sua testa quanto oggi sta accadendo sui canali Mediaset durante la messa in onda delle partite. Decine di telecamere a scrutare le geometrie del gioco e dei suoi interpreti, attraverso campi e piani di qualsiasi tipo, a beneficio dello spettatore (televisivo ma anche digitale se dotato di app personalizzate) immerso in un frenetico alternarsi di punti di vista che riescono a disorientarlo e a renderlo consapevole della caducità delle sue convinzioni visive sulla realtà. Il Var, la moviola in campo, si inserisce in tutto ciò come la ciliegina sulla torta. Messa lì a dare certezze, spesso non riesce a venire a capo di niente (quante volte la si invoca e non viene concessa o la si contesta anche quando sembra ineccepibile).

Come avrebbe messo in scena lo stesso Antonioni, in una sua eventuale regia, l’occhio della moviola è, comunque, un occhio (cineocchio, per alcuni) fisiologicamente incapace di cogliere le intenzioni di un giocatore su un presunto gioco falloso o sulla volontarietà o meno di un tocco del pallone. L’immagine è asettica, fredda, è una sentenza scritta. Ciò che è avvenuto prima sta solo nella testa di chi vive la realtà, non nella sua ripresa-rappresentazione “posteriore” (azione). Siamo sempre dentro la logica atemporale di “Blow-up”, capolavoro del nostro, datato 1967. Ingrandisci l’immagine, cercando di “comprenderla”, frantumandola in migliaia di frammenti-fotogrammi che scompongono la realtà fino a farla scomparire. Perchè la realtà è imprendibile, relativa, non c’è. O meglio, ce n’è una per ognuno di noi…Quindi, caro Maestro, il film della partita lo hai già fatto. Cinquantuno anni fa, ieri!

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