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Mattarella propone governo “di servizio” fino alla costituzione del governo politico e fino a dicembre

 

Qualora non fosse possibile, “urne a luglio, oppure in autunno”. I niet di Salvini e Di Maio al Colle

Di Pino Salerno

Al termine di una inedita, e inredibile, giornata di consultazioni, nella quale è accaduto davvero di tutto, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha voluto chiarire agli italiani come stanno davvero le cose, e ha avanzato alcune proposte per la soluzione della crisi, rinviando la palla nel campo delle forze politiche e parlamentari. Otto minuti di discorso durissimo, quelli che Mattarella ha voluto dedicare alla difficile situazione politica e istituzionale, otto minuti nei quali ha richiamato ciascuno alle sue responsabilità.

Il discorso di Mattarella alle forze politiche

Mattarella ha subito precisato che “dai partiti è venuta più volte la richiesta di tempo per raggiungere intese. Può essere utile che si prendano ancora del tempo per approfondire il confronto e far maturare, se possibile, un’intesa politica per formare una maggioranza di governo. Ma nel frattempo, in mancanza di accordi, consentano, attraverso il voto di fiducia, che nasca un governo neutrale rispetto alle forze politiche, di servizio”. Per tradurre: molto tempo è passato invano in attesa delle vostre intese senza cavare un ragno dal buco. Ora, le scadenze premono, consentite la nascita di un governo, e voi vi prendete il tempo che vi pare. Infatti, aggiunge Mattarella, chiarendo il senso della proposta, “laddove si formasse, nei prossimi mesi, una maggioranza parlamentare questo governo si dimetterebbe con immediatezza per lasciare campo libero ad un governo politico. Laddove invece non si raggiungesse alcuna intesa, quel governo neutrale dovrebbe concludere la sua attività a fine dicembre, approvata la manovra finanziaria, per andare subito dopo alle elezioni”. Insomma, “un governo di garanzia, appunto per questo chiederò ai suoi componenti – ha assicurato Mattarella – l’impegno a non candidarsi alle elezioni”. Sergio Mattarella mette a disposizione dei partiti e del Paese un “Governo non di parte, di servizio, finché tra i partiti non si raggiunga una intesa per una maggioranza politica”. Altrimenti “nuove elezioni subito, nel mese di luglio ovvero in autunno”.

Mattarella: “scelgano i partiti: o votano il governo neutrale oppure voto a luglio, o in autunno”

“Scelgano i partiti” ha esortato il Capo dello Stato al termine del terzo e ultimo giro di consultazioni, perché “non si può attendere oltre”. E ancora: “ho inoltre il timore che a legge elettorale invariata in Parlamento si produca la stessa condizione attuale o non dissimile a questa, con tre schieramenti dove nessuno dei quali ha la necessaria maggioranza, schieramenti resi probabilemente meno disponibnili alla collaborazione da una campagna elettorale verosimilmente aspra e polemica”. Una proposta di fatto nata dalla fase di stallo, e dai contraccolpi di una giornata non priva di tensioni e di sgarbi istituzionali, come quello di concordare una data del voto anticipato all’8 di luglio, come hanno fatto Salvini e Di Maio, mentre erano ancora in corso le consultazioni. Oppure, quello operato da Giorgetti, Lega, secondo il quale è stato lo stesso Mattarella a chiedere a Salvini e Di Maio di vedersi per trovare un accordo (poi appunto trovato non sul governo, ma sulla data delle elezioni anticipate). Lo stesso Quirinale ha sentito il dovere di smentire con una nota ufficiale la dichiarazione di Giorgetti.

Le reazioni delle forze politiche. Lega e 5Stelle all’unisono: “no al governo di Mattarella”  

“Nessuna fiducia a un governo ‘neutrale’, sinonimo di governo tecnico. Si vada al voto a luglio!”, tuona su Twitter il leader di M5S Luigi Di Maio dopo le determinazioni espresse dal Capo dello Stato Sergio Mattarella al termine delle consultazioni. E Toninelli insiste. Alla domanda del giornalista di La7 se voterà il governo neutrale proposto dal Presidente Mattarella, il capogruppo 5stelle al Senato risponde: “Assolutamente no. Pur senza avere pregiudizi sulle persone, non possiamo permettere che delle persone che non hanno una legittimazione popolare, che non sono passate dalla competizione elettorale, possano andare a gestire e a risolvere i problemi”.

Più o meno identica è la reazione di Matteo Salvini: “Mattarella vuole un ‘governo neutrale’? Per carità, serve un governo coraggioso, determinato e libero, che difenda in Europa il principio prima gli italiani, che difenda lavoro e confini, altro che governino per tirare a campare. Per me, o si cambia o si vota. Conto su di voi”. Il “no” arrivato, a strettissimo giro, dal M5S, alla Lega e da Fdi alla proposta del presidente Sergio Mattarella fa nascere, sulla carta, il governo neutrale privo della maggioranza. Il M5S conta infatti alla Camera 222 deputati, ai quali vanno aggiunti i 125 esponenti della Lega e i 32 di Fdi per un totale di 379 deputati, ovvero 61 in più della maggioranza richiesta alla fiducia. A Palazzo Madama il Movimento conta su 109 senatori laddove la Lega detiene 58 scranni in Aula e Fdi 18 voti, per un totale di 185 unità, ovvero 24 in più della maggioranza. Il tutto senza contare la posizione, salvo colpi di scena sulla stessa linea, di FI. E dunque si voterà a luglio? Se queste sono le premesse, e senza ulteriori ripensamenti, accadrà che Mattarella, preso atto che Gentiloni non può guidare il governo in prorogatio, nominerà un premier e i ministri che non otterrà la fiducia del Parlamento, e scioglierà le Camere.

Il Pd condivide il piano di Mattarella. Orfini: “irresponsabile votare a luglio”

“Condividiamo il richiamo alla responsabilità del presidente Mattarella e ci auguriamo che venga ascoltato da tutte le forze politiche in queste ore. Il Pd non farà mancare il suo sostegno all’iniziativa preannunciata ora dal presidente”, afferma il segretario reggente del Partito Democratico, Maurizio Martina. Mentre il presidente del partito Orfini conferma: “Il Pd garantirà il suo sostegno alla proposta del presidente Mattarella e ritengo irresponsabile chi ritiene di poter rispondere trascinando il Paese al voto in piena estate”. Matteo Orfini commentando il discorso di Mattarella e i no di Salvini, Di Maio e Meloni ha poi aggiunto: “chi chiede il voto in estate non ha a cuore la democrazia perché far votare il paese a luglio significherebbe impedire a una parte del Paese di votare e sarebbe quanto di meno democratico possibile. In più non si avrebbe la garanzia di evitare l’aumento dell’Iva e i guasti che una operazione del genere porterebbe. Trovo assurdo che qualcuno provi a giustificare il proprio fallimento facendone pagare il prezzo ancora una volta agli italiani. Spero che la notte porti consiglio. Ieri Gentiloni ha detto una cosa che condivido: dire no al presidente della Repubblica significa dire di no al paese, spero che in questo momento nessuno voglia dire di no all’Italia”.

Anche in Forza Italia c’è chi nutre sul voto a luglio

“Abbiamo ascoltato con attenzione e rispetto le parole del Presidente della Repubblica. Forza Italia, che è rispettosa del voto degli italiani e si riconosce nel centrodestra unito, valuterà all’interno della coalizione le posizioni da assumere”, ha detto la capogruppo di FI alla Camera, Mariastella Gelmini, incontrando i cronisti a Montecitorio. “Siamo pronti come sempre in ogni momento al voto, ma riteniamo che il voto in estate non sia il più adatto per garantire la partecipazione, come sottolineato anche dal Presidente Mattarella”, ha aggiunto.

Da jobsnews

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