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Siria. “Dalla crisi si esce solo se l’Onu promuoverà una forte azione diplomatica”. Intervista a Foad Aodi

 

Sono passati ben 7 anni dall’ inizio della guerra civile siriana. Un conflitto esploso nel cuore di un importantissima nazione del Medio Oriente come la Siria, finita sull’orlo del baratro ed in preda alla distruzione più totale. Tutto era iniziato nel 2011, anno fatidico per tante nazioni arabe, travolte dall’ onda di quelle che vennero definite le rivolte della “ Primavera ”. Ma chi pensava allora che a Damasco il regime di Bashar Al Assad avesse  le ore contate si è dovuto ricredere in fretta. In pochi mesi tutto il suolo siriano si è trasformato nel terreno di una cupa guerra  sanguinosa e sanguinaria, dove le ingerenze internazionali si sono fatte sempre più pesanti e preoccupanti al tempo stesso, facendo cosi annegare i sogni di chi desiderava  una Siria libera e democratica. La goccia che potrebbe far traboccare il vaso è relativa al recente attacco da parte dei  filo-governativi di Assad  nella città di Douma, dove i ribelli ( in larga parte ancora protetti degli Stati Uniti) hanno denunciato l’uso di armi chimiche. A queste accuse non poteva non mancare la smentita da parte del governo di Assad, a cui sono seguite le dichiarazioni provenienti dalla Russia ( da sempre suo prezioso alleato) che tramite il proprio Ministro degli esteri, Sergey Lavrov, ha affermato di aver inviato sul posto dei tecnici russi per delle verifiche, ai quali non risulterebbe “alcuna traccia di cloro o di qualsiasi sostanza chimica utilizzata contro i civili” . Il presidente americano, Donald Trump, ha invece duramente condannato l’attacco , ordinando l’invio verso le coste siriane del cacciatorpediniere “ Donald Cook” ( armato sino ai denti). Siamo quindi alla vigilia di un inasprimento della guerra che vede entrambe le superpotenze schierate in prima fila?   E’ indubbiamente un momento abbastanza difficile, in cui il delicato tema della tutela dei civili è di fondamentale importanza. A riguardo abbiamo raccolto l’opinione del prof. Foad Aodi,  presidente delle “ Comunità del Mondo arabo in Italia” ( Co-Mai)  e dell’ “ Associazione Medici Stranieri in Italia” ( Amsi) il quale ha le idee abbastanza chiare:  “Come Amsi e  Co-Mai, sin dai primi giorni in cui erano maturate le  Primavere Arabe e i relativi conflitti che ne erano derivati , abbiamo sempre evidenziato l’importanza della tutela delle popolazioni civili,  senza mai entrare in valutazioni politiche o geo-politiche. Ci siamo sempre espressi a favore del rispetto dei diritti umani , promuovendo sicurezza e  solidarietà. Quello che è accaduto recentemente sul territorio siriano ci porta ancora a preoccuparci non poco. Dobbiamo purtroppo prendere atto della totale assenza di  iniziative diplomatiche, soprattutto in Siria, dove vi è ormai da 7 anni una brutale guerra ,  dovuta anche in gran parte ai risvolti internazionali che la riguardano. La popolazione è ormai allo stremo , ed è necessario aiutarla in tutto.”

Quanto è importante veicolare una  corretta informazione ?
“Su questo punto abbiamo sempre rimarcato un tema importante: la Siria è avvolta in  una situazione abbastanza diversa da quella che si è verificata , in passato, in paesi come Tunisia, Libia ed Egitto. In Siria vi è una costante informazione seguita da una sorta di “ contro –informazione” che rende sempre difficile la verifica delle fonti. Noi chiediamo a tutti gli organismi internazionali competenti, compreso l’ONU, di fare chiarezza , compresa la questione dell’ uso di armi chimiche.  Il conflitto siriano ha provocato e sta provocando tante sofferenze alla popolazione, dove  numerosi bambini stanno perdendo la vita. E’ un tema abbastanza delicato, dove è necessario analizzare con cura  le notizie che ci giungono, valutando bene tutte le fonti di informazione.”

La crisi siriana dura ormai da tanti anni. Come se ne esce ?
“Se ne esce solo se le Nazioni Unite  promuoveranno una forte azione diplomatica, convocando ad un tavolo di confronto  tutte le parti in causa,  separando la questione siriana dalle contrapposizioni che riguardano Stati Uniti e Russia. Bisognerebbe cercare anche di risolvere tutte gli altri problemi ancora aperti nella regione mediorientale, come quella del conflitto israelo-palestinese. Il problema della Siria va affrontato come questione prettamente siriana , distaccandola da tutto il resto. Dispiace molto constatare la  totale assenza di dialogo e diplomazia, dove gli americani ed i russi si scambiano solo accuse reciproche, mentre i siriani continuano a soffrire e a morire.  Noi siamo interessati alla creazione di un canale sanitario di supporto in favore della popolazione,  da sviluppare su tutto il territorio siriano. Ogni giorno, purtroppo, aumenta il numero dei morti e dei feriti . Per questo siamo sempre in costante contatto con i nostri medici siriani.  Molti di loro hanno lasciato l’Europa per andare in Siria , allo scopo di  portare un importante aiuto. Gli ospedali sono  al collasso: manca di tutto , dai più elementari strumenti chirurgici agli infermieri.  Bisogna agire subito, altrimenti ci saranno ancora tante vittime innocenti “.

Quale è il ruolo che dovrebbe avere l’Europa secondo lei?
“In Europa si parla ormai in gran parte della politica interna, trascurando tutto quello che avviene oltre i confini europei. Per questo ci appelliamo non solo al Parlamento ed alla Commissione europea, ma anche all’Italia, affinché vengano promosse iniziative umanitarie.  Ci uniamo anche all’appello di Papa Francesco, che ha  da sempre chiesto di risolvere il conflitto siriano in maniera pacifica” .

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