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Da quel 25 Aprile, siamo liberi

 

Come sarà il 25 Aprile? Una festa della Liberazione sempre più anemica e piena di divisioni (vedi l’ingiusta ostilità verso la Brigata Ebraica) o avrà una ripresa di tono?Le domande nascono dalla constatazione di una progressiva perdita di senso di questa ricorrenza, man mano che si indebolisce la cultura dell’antifascismo. I partigiani muoiono, i figli dimenticano, gli studenti non arrivano a studiare il tragico periodo mussoliniano, distratti dall’alternanza scuola lavoro.

Forse per far capire ai giovani da quale baratro siamo usciti dovremmo fare un ‘flash mob di fascismo’: andare nei muretti dove si vedono il pomeriggio e urlare loro che non possono stare lì perché è un assembramento proibito e davanti alle loro proteste minacciare arresti; e solo dopo scoprire le carte e dire: calma è solo una simulazione, un modo per farvi capire come giovani come voi venivano perseguitati durante il fascismo, vietando loro anche la libertà più semplice di vedersi in gruppo. Tornate pure a sedervi sui vostri muretti, adesso potete farlo senza problemi. Adesso c’è la democrazia. Da quel 25 Aprile, siamo liberi.

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