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Quando Babbo Natale chiedeva il “pizzo” a Berlino

 

  di Sandro Mattioli

Nell’ufficio a Berlino nella sede dell’associazione “Mafia? Nein, Danke!”, le mie collaboratrici ed io guardiamo una lettera sbiadita, appesa al muro con due pinze. Per essere più precisi, ed è importante essere precisi in questo contesto, è solo la fotocopia di una lettera. Il testo non si può leggere perfettamente perché la fotocopia è un po’ troppo chiara, ma con un pochino di impegno ci si riesce. Sull’originale c’era attaccato un adesivo con dei pacchetti e una faccia di Babbo  Natale, quasi come quelli in regalo nei giornali per ragazzi. Ci sorride anche nella versione fotocopiata. La lettera riporta:
“All’attenzione della vostra persona, siamo una  cooperativa di assistenza con decennale esperienza, perciò ci pregiamo sottoporvi la presente;  Noi vi garantiamo sicurezza per voi e le vs. famiglie… una polizza assicurativa, che vi consigliamo di non rifiutare… Ogni mese passeranno i nostri incaricati che si presenteranno a nome del vs Santo protettore, Che voi dovete benedire con un’offerta spontanea, perché ogni offerta che non viene data con il cuore o viene data in ritardo o peggio con l’infamia di giuda, fa dolore al Santo.. ma più ancora al peccatore. Cogliamo l’occasione per augurarvi un Natale di pace e un prospero anno nuovo”.
Questa lettera risale a dieci anni fa. Fu consegnata a oltre 50 ristoratori di Berlino, e tutti capirono: è una minaccia. Era il periodo subito dopo Duisburg, la tensione era alta. Nonostante da giornalista italo-tedesco mi occupassi da anni di criminalità organizzata, neanch’io mi ero subito reso conto quando vidi la lettera: non è solo un simbolo di una minaccia, ma anche di una  – purtroppo solo piccola – sconfitta delle mafie.
Non solo perché gli estorsori sono stati arrestati dalla polizia berlinese e messi in galera, non solo perché l’unico successo ottenuto da questo tentativo di chiedere il pizzo fu la nascita di “Mafia? Nein, Danke!”, l’unica associazione tedesca antimafia e una realtà sempre più importante.
No, anche per un altro fatto molto importante: sia dagli omicidi di Duisburg, sia da questa azione i clan hanno dovuto imparare che il loro modello, i loro metodi di comunicazione, insomma, tutto ciò a cui loro erano abituati, non sono efficaci fuori dal contesto tradizionale.
Parliamo di piccola sconfitta però, perché dobbiamo purtroppo riconoscere la capacità dei clan di adattarsi rapidamente a situazioni nuove, e quindi oggi ci troviamo di fronte a una mafia che investe i suoi soldi nelle zone estere e sceglie le sue strategie adattandole al contesto locale. Ma in questo doversi adattare dei mafiosi si nasconde anche un potenziale importante: con i metodi giusti si può diminuire parecchio la loro forza. Visto che i clan in Germania non usano né tanta violenza né tanta forza di intimidazione, ma utilizzano soprattutto soldi ed investimenti per affermare il loro potere, è lì che bisogna colpirli. Ed è proprio lì che nasce il problema. Perché i soldi possono anche essere sporchi, ma non puzzano. Non lasciano tracce di sangue, almeno non visibili e si muovono senza lasciare tracce.
L’Italia sta già facendo il possibile per rendere i soldi il più possibile tracciabili. Ci sono inchieste della Guardia di Finanza che si concentrano soprattutto sui flussi finanziari. Procedimenti come ad esempio “Phone cards” in cui sono stati riciclati due miliardi di euro –  cifra enorme – in un’ operazione di riciclaggio complicatissima.
In Germania siamo lontani da tali successi. La confisca di capitali mafiosi è quasi inesistente, in dieci anni sono stati confiscati dalle organizzazioni mafiose solo 5,85 milioni di euro. Considerando solo il business della cocaina in Germania ci si rende facilmente conto che è una cifra ridicola. Sono soprattutto i legislatori a dover rendersene conto. Purtroppo la legge tedesca si concentra sui reati singoli: uno spaccio di droga, un carico di cocaina, un furto, una truffa ai danni di un’assicurazione. C’è un modo di dire tedesco: den Wald vor lauter Bäumen nicht sehen, significa: non vedere la foresta per i tanti alberi.
Esattamente quello che sta succedendo in Germania: non si vede la parte organizzativa, e ancor meno i flussi finanziari. Perché purtroppo il settore finanziario, spesso complice di delinquenti, non è ancora obbligato alla trasparenza, né sul livello nazionale e ancor meno su quello globale. Finché questa situazione non cambia, le mafie non avranno bisogno di mandare lettere minatorie, semplicemente per il fatto che non convengno.
È un affare troppo rischioso e troppo poco redditizio chiedere il pizzo allestero, serve solo per motivi simbolici nelle zone tradizionali delle mafie. Nelle zone estere invece la pericolosità porta un’altra faccia: quello dei dollari,  degli euro, dei franchi e di tante altre valute.

Da mafie

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