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“Kurdistan Iracheno in ginocchio dopo il terremoto”. Intervista al giornalista curdo Shorsh Surme

 

Dopo le dimissioni del Presidente Barzani, della Regione del Kurdistan Iracheno, il Paese ha subito un declino multilaterale fino a cadere in ginocchio con il terremoto di pochi giorni fa che ha raggiunto un magnitudo pari a 7.3. Forte, troppo, per una zona non sismica. Ora la popolazione è allo stremo, tante le case crollate e non aiutano di certo le chiusure imposte dalla Turchia, dall’Iran e dall’Iraq che hanno accerchiato e chiuso il Kurdistan: niente espatri e niente rimpatri. Chiusi i confini. Braccati nella loro stessa terra. Il giornalista curdo Shorsh Surme, ci ha raccontato questa situazione drammatica che deteriora giorno dopo giorno una intera popolazione.

«La situazione peggiora ogni giorno. Dopo le dimissioni di Barzani, che ai tempi ricordiamolo fu eletto dal popolo, tutto sta crollando. I curdi si sono sentiti traditi dall’Occidente, Barzani in si è sentito tradito. Il popolo aveva votato per un referendum e ci si aspettava una reazione  in primis dagli Stati Uniti che erano stati alleati del popolo curdo nella lotta contro l’ISIS. Tutto questo aveva fatto credere che ci fosse stato un appoggio dell’America sul referendum, invece  e nonostante ila scelta del referendum è stata attaccata e condannata. Le stesse armi americane usate per combattere i tagliagola di Daesh, ora le stanno schierando per reprimere la libertà curda. I giochi sporchi delle Nazioni confinanti il Kurdistan, hanno portato Barzani a dimettersi. Da lì il declino totale.»

Cosa sta succedendo alla gente dopo le chiusure dei confini del Kurdistan?
«Persone malate curate in paesi esteri non possono più tornare in Kurdistan, i confini sono stati chiusi. Sono stati tolti tutti i mezzi di comunicazione, interrotti completamente. Il buio totale. E’ una violazione dei diritti umani. Sta subentrando una guerra che va al di là dello Stato iracheno o del conflitto interno. Diventa una guerra regionale dove Arabia Saudita e Iran si stanno contendendo un territorio, la cosa diventerà sempre più forte e violenta.»

Parliamo del terremoto che ha colpito il Kurdistan…
«Sì, nessuno ha detto che il Kurdistan è stato colpito dal terremoto. I media hanno parlato di “confine tra Iraq e Iran”, e cosa c’è lì? Non certo deserto, lì si estende il Kurdistan, atrocemente colpito. Interi villaggi ora sono fango e macerie. Non arrivano aiuti dall’esterno o non lo permettono. Essendoci conflitti nel mezzo, nessuno sa come muoversi. Tanti sono i palazzi crollati, altrettante le vittime. E’ stato devastante.»

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