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Legge elettorale. Il grande imbroglio

 

“COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA” Articolo 72.4 : “La procedura normale di esame e di approvazione da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale….”

Su questo articolo il Governo ha giurato ed oggi, come spesso – troppo spesso – negli ultimi anni, lo ha calpestato. Questo articolo dovrebbe essere rispettato e attuato anche da chi ha responsabilità politiche, anche nei Partiti, ed invece è stato ignorato fino al punto di ricordare (per dare legittimità a ciò che è illegittimo) che anche De Gasperi chiese il voto di fiducia sulla legge truffa nel 1953.

Tale procedura nel 1953 (non ordinaria ma speciale)  come poi in tutti gli  iter legislativi su cui viene richiesta la fiducia, venne richiesta  per far approvare una proposta di nuova legge elettorale ed aveva avuto un solo precedente 30 anni prima, nel 1923, per la legge Acerbo voluta dal fascismo.

Anche la legge elettorale proposta nel 2015, poi bocciata dalla Corte per evidenti vizi di costituzionalità, fu approvata con voto segreto. Il Segretario del Partito di maggioranza citando De Gasperi si è dimenticato di ricordare che nel 1953 Pastore, allora Presidente del Senato, concesse il voto di fiducia sulla legge elettorale ma fece mettere a verbale che “ NON ERA UN PRECEDENTE” traendone poi le conseguenze, da galantuomo quale era,  dimettendosi e di non aspirare più ad incarichi politici. Bisognerebbe ricordare a tutti quei parlamentari che in questi giorni avanzano le più astruse ragioni per giustificare ho appoggiare surrettiziamente una proposta avanza dal Partito di maggioranza e accettata dal Presidente del Consiglio – nonostante la proclamata neutralità su una proposta di legge elettorale – che nel 1980 Nilde Iotti (Presidente della Camera) definì procedura speciale ogni iter legislativo quando fosse posta la fiducia.

Questa è la situazione imposta da forze politiche che nello spazio di un mattino dicono tutto e il contrario di tutto approfittando che nel nostro ordinamento ancora non esiste la possibilità di un ricorso diretto alla Corte Costituzionale (in vigore ad esempio in Spagna e Germania) specialmente in materia di legge elettorale  per poi evitare che poi venga eletto un Parlamento dichiarato implicitamente illegittimo in forza di una successiva sentenza della Suprema Corte. Siamo, d’altronde, in questa situazione dato che manca alle forze politiche (anche nel Movimento 5 stelle che pecca di incoerenza quando pretende di rappresentare il nuovo) una idea della società, una coscienza e conoscenza delle culture che l’attraversano.

Tale idea della società, il rispetto di essa, dovrebbe stare alla base dei criteri per individuare una legge elettorale che la rappresenti, non dovrebbe spingerci a credere che maggioritario o proporzionale siano la stessa cosa purché garantiscano la mitica “governabilità” anche a scapito della “rappresentanza”.

La legge elettorale dovrebbe essere coerente con la società che si vuol rappresentare, dovrebbe essere lo specchio dei cittadini che la compongono. Non dovrebbe essere utile solo agli interessi dei partiti.

Se questa analisi ha una sua validità non avremmo dovuto subire il fatto di passare (in poco tempo) dall’aborto maggioritario del nuovo Mattarellum, a quello di un proporzionale simil-tedesco, ed oggi ad un sistema misto che eleggerà parlamentari obbedienti e poco rappresentativi di chi li elegge.

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