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Legittima difesa. Effetto notte

 

“Parola d’ordine, prego”

“Padrone a casa mia.. no scusa: La notte vi stendo?..
“Parola errata”
“Dài papà, sono io, apri. T’ho pure mandato un messaggino per dirti che andavo a farmi una pizza…”
“Lei non è mio figlio. Lui sa la parola d’ordine, lei no”
“Ma tu la cambi ogni settimana e io mi confondo… Dài apri… è la terza volta che mi fai dormire in macchina, da quando c’è la nuova legge sulla legittima difesa…”
“Non insista. E’ notte e se m’incavolo potrebbe venirmi pure il grave turbamento. Non so se mi spiego…”
“Va bene, la parola non la so, ma allora affacciati, così vedi che sono Marco…
“Voi rumeni siete furbi. Io mi affaccio e lei mi fa secco. No caro rapinatore, non mi affaccio per niente e se non se ne va, le sparo”
“Ma che rumeni, SONO MARCO! Adesso m’hai stufato, scavalco il cancello e..”
(Bum! Bum!)
“Ahh, m’hai colpito. Chiama l’ambulanza..”
“Oddio, quanto sangue… Figlio mio, tu stai morendo… Comunque, prima della fine, voglio che tu sappia che la parola era: La notte è piccola per voi, troppo piccolina”.

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