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La Francia, quinta potenza mondiale, mostra oggi tutte le sue debolezze

 

E’ sicuro, il dibattito finale di questa campagna presidenziale 2017 resterà storico nella storia della Francia. Alcuni dicono già che la Francia é commiserata, come lo é stato per l’America all’indomani dell’America di Trump.  In ogni caso, il tête à tête di ieri sera ha confermato le due visioni completamente opposte dei due candidati. Ma non ci aspettavamo a Marine Le Pen cosi aggressiva, cosi vuota nei contenuti dei suoi discorsi. Il suo solo scoglio d’appiglio era rimproverare à Macron d’essere l’Hollande Junior, la continuazione del suo sistema e degli ex-ministri che tutt’oggi lo sostengono.Dalle prime battute la candidata del Front National, che ha aperto il dibattito, ha attacato Macron accusandolo sui temi tradizionali della sua campagna, come per esempio la mondializzazione, la dimenticanza dello spirito patriotttico, la distruzione economica,  invitandolo a gettare la maschera del perbenismo che rappresentava . Macron non aveva che rispondere che l’attitudine non era del tutto patriottica, accusandola di mancanza di finezza.

Il dibattito entra nel cuore delle questioni più cruciali, primo fra tutti quello economico, tra cui quello la delocalizzazione delle imprese francesi. L’episodio della visita di Whirpool dei due candidati non ha tardato a fare capolino. Ma prima ancora la privatizzazione di SFR e di Alstom General Electric. Su questo argomento Marine LePen ha mostrato le idee confuse, cominciando prima con l’affaire SFR per chiamre all’appello Macron per poi glissare sul caso Alstom. Grande confusione.  Marine Le pen ha accusato Macron che era andato a incontrare le rappresentanze sindacali di Wirpool, comme « le grand qui mange le petit » e di essere « le professeur qui enseigne à l’éleve ».(il professore che insegna all’allievo).

Sul piano economico interno, la candidata del Fronte Nazionale ha etichettato Macron come candidato du « pouvoir d’acheter » privilegiando lei « le pouvoir d’achat ». Con questa distinzione Marine Le Pen voleva marcare l’attitudine “capitalista” di Macron, contro la sua più populista.   Emmanuel Macron spiega il suo programma annunciando l’eliminazione della tassa di abitazione e la riduzione dell’imposta sulle sociétà al 25% ora al 33%. Grande semplificazione per le buste paga degli impiegati. Dall’altro lato il vuoto.

Altro grande tema quello del terrorismo e  altro contrasto incolmabile. Per Marine Le Pen bisogna rinviare nei loro paesi tutti quelli che sono registrati nei « fichiers S (files S) » ; a oggi in Francia ci sono 11.000 persone registrati in questi files. La posizione di Macron é naturalmente opposta : lui, considera come origine di fonte d’informazione le persone registrate nei files, incitando a capire che la lotta antislamista non dev’essere combattuta con la violenza o con delle estradizioni, perché questo porterebbe alla lotta civile in Francia, alla separazione delle etnie che vivono sul territorio francese. E questo é l’obiettivo di Daesh. In più il Fronte Nazionale ha sempre votato No alle leggi imposte contro il terrorismo dall’Europa e dal governo Hollande. Ma l’argomento dove Marine Le Pen ha mostrato le sue più grandi debolezze é stato quello sull’Europa e soprattutto l’uscita dall’Euro. La candidata concepisce la coesistenza di una moneta comune affiancata al franco, che dovrebbe solo servire per il commercio e nelle operazioni « internazionali », come quelle fra le grandi banche. Ma immaginate voi un produttore agricolo di formaggi del Cantal (una regione importante di questo prodotto) che é costretto a confrontarsi con la coabitazione di due monete ? A oggi é tranquillo, paga tutto in euro e incassa in euro e domani ???Forse avrà bisogno di materie prime che pagherà in euro e pagherà i suoi impiegati in franchi.

I tempi per le negoziazioni per l’uscita dall’Europa sono non chiari ; a partire di settembre, se Marine Lepen sarà eletta ci sarà un avvio di negoziazioni che sarà sommesso ai francesi. Certamente, la Germania, con la sua politica di austerità imposta agli altri paesi é nel mirino. Emmanuel Macron mantiene del sangue freddo affermando che il protezionismo, l’isolazionismo e il nazionalismo imposto da Marine Le Pen non farebbero che gettare la Francia in un « impasse » senza precedenti. Certo il candidato di En Marche negozierà con Angela Merkel ma su altre basi.
Sul piano interno, il tema delle pensioni e della legge del lavoro hanno predominato. Pensione a 60 anni per Marie Le Pen con quarant’anni di annualità , conservazione del sistema attuale per Emmanuel Macron, che si vede già con le riforme che annuncia, poter fare dei risparmi sulle spese dello Stato.

Questi in sintesi i propositi di questo ultimo dibattito, che é apparso triste, debole di contenuti , che talvolta si trasformava in caos senza alcuna chiarezza,. Insomma non é di certo all’altezza di un secondo turno presidenziale, essendo stato completamente costruito dalla candidata dell’estrema destra nell’ottica di accusare e di aggredire l’altro concorrente,  incolpandolo di non aver dei veri progetti. La gran parte dei media si sarebbero attesi una Marine le Pen dai toni più dolci, avrebbero sperato un dialogo più costruttivo come quello che aveva instaurato Jean Luc Melencon durante la sua campagna per il primo turno. Purtroppo la Francia, quinta potenza mondiale, mostra oggi tutte le sue debolezze, i suoi contrasti, le sue incoerenze nate dalle scelte di una classe politica che ha dimenticato il popolo, « le peuple » a cui Marine Le Pen tanto invoca oggi.

Le elezioni legislative previste per giugno avranno il compito di chiarire ancor meglio l’orientamento che la Francia prenderà nei prossimi mesi. Se Macron sarà eletto rischia di ritrovarsi con una maggioranza debole e con la presenza, se le previsioni saranno confermate, di numerosi parlamentari del Front National. Il gioco delle alleanze é già cominciato, ma domenica 7 maggio il match sarà cruciale .

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