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Alla ricerca di un’identità per la RAI

 

Riunito presso la Casa del Cinema da Renato Parascandolo, Articolo 21 è tornato a svolgere a tempo pieno il proprio mestiere, occupandosi del futuro della RAI ai massimi livelli. Insieme all’amministratore delegato Antonio Campo Dall’Orto, al sottosegretario Giacomelli, a Nino Rizzo Nervo, a Beppe Giulietti, Vincenzo Vita, Vittorio Di Trapani, l’ex direttore generale Roberto Zaccaria e molti altri ancora, si è discusso stamattina a Roma sulle sorti di un’azienda impegnata nella definizione del proprio futuro e dei propri contenuti.
Rinnovata di recente la concessione con lo Stato, è infatti in via di definizione la convenzione, ossia la carta d’identità del servizio pubblico, con un’analisi si spera approfondita sul suo ruolo, sulla sua missione e sui suoi compiti nel contesto di una società ormai digitale, nella quale la verticalità di un tempo è stata sostituita da nuovi linguaggi orizzontali, basati su rinnovate forme di coinvolgimento del pubblico e su rinnovati rapporti con i cittadini.
E così, al termine del progetto portato avanti dallo stesso Parascandolo con i ragazzi delle scuole di tutta Italia, molto apprezzato anche dal presidente Mattarella, l’incontro di oggi ha costituito il compimento di un percorso e la riaffermazione di un metodo concertativo che, non a caso, ha visto anche la partecipazione di Vinicio Peluffo del PD, Alberto Airola del M5S e del presidente della Fondazione Di Vittorio, Fulvio Fammoni, in un costruttivo scambio di idee, proposte e riflessioni, ossia quanto di più lontano dalla volgarità e dai toni sguaiati del dibattito politico quotidiano.
È ancora presto per dire come andranno le cose, per valutare l’esito di questa convenzione e, soprattutto, le sue conseguenze sull’avvenire della RAI; fatto sta che un primo mattone è stato posto e che la costruzione dell’edificio che vorremmo veder sorgere nei prossimi dieci anni potrebbe fondarsi su basi assai più solide di quanto non pensassimo nel nostro motivato pessimismo originario. C’è da augurarselo: ne va dell’interesse dell’Italia e del suo non meno importante sistema dell’informazione nonché delle battaglie per cui siamo nati e per cui continueremo ad esistere.

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