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Finlandia, uccise 3 donne a fucilate tra cui due giornaliste

 

Si chiama Jori Lasonen, ha 23 anni. Ha parcheggiato tranquillamente davanti a un ristorante di Imatra, in Finlandia. Ha preso il fucile dal bagagliaio e a mezzanotte, in piena movida, ha sparato a raffica, uccidendo tre donne:  la presidente cinquantenne del consiglio comunale, Tiina Wilén-Jappinen, socialdemocratica, e due giornaliste, una trentenne l’altra sui cinquanta, di cui non sono state rese note per ora le generalità. L’assassino è poi tornato in auto, si è messo al volante, e ha aspettato l’arrivo della polizia. Arrestato, non ha detto una parola sulle motivazioni del gesto ma gli inquirenti lo ritengono un episodio isolato, forse di follia, giacchè in passato l’uomo aveva aggredito passanti. E’ difficile credere in effetti che abbia voluto perpetrare un delitto politico.

Anche se il cosiddetto Grande Nord, pur essendo una delle aree del mondo dove i crimini sono più rari in assoluto non è certo estraneo, appunto, a omicidi politici, ma se così fosse, per la Finlandia sarebbe la prima volta. Trent’anni fa un caso scosse il mondo: all’uscita a tarda sera dal cinema, senza scorta, solo con la moglie Lisbeth, il popolarissimo premier socialdemocratico svedese Olof Palme fu assassinato da un killer nel pieno centro di Stoccolma. Le indagini, chiuse più volte e ora di nuovo riaperte, non hanno mai portato a risultati. Anni dopo fu assassinata la ministra degli Esteri Anna Lindh. Poi cinque anni fa fu la volta della Norvegia: il neonazista solitario Anders Breivik prima piazzò bombe in centro a Oslo tentando invano di uccidere il premier Stoltenberg, e distruggendo il palazzo del governo. Poi raggiunse in gommone la vicina isola di Utoya, dove era in corso la festa estiva della gioventù del partito laburista (socialdemocratico) e massacrò a freddo 69 giovani. Quindi chiamò la polizia col cellulare e si arrese. Condannato all’ergastolo, ha recentemente visto accolto un suo ricorso contro “condizioni inumane di detenzione”.

In Finlandia, è più facile che negli altri Paesi nordici avere il porto d’armi e procurarsi un’arma: ne possiedono una oltre 650mila persone su cinque milioni e mezzo di cittadini, ponendosi  al quarto posto nel mondo per numero di cittadini armati, dopo gli Stati Uniti, lo Yemen e la Svizzera dove però vengono contati i fucili d’ordinanza dei riservisti. Le leggi finlandesi sono state comunque inasprite dopo tre massacri compiuti da omicidi folli in due scuole: nel novembre 2007 a Tuusula presso Helsinki, nel settembre 2008 a Kauhajoki non lontano da Tampere. Infine nel 2012 a Hyvinkaa un uomo sparò da un tetto sui passanti uccidendone due e ferendone sette. In totale nei tre casi criminali ventuno persone furono assassinate. Forse, dunque, anche stavolta si è trattato di un gesto di follia. Ma è tutto ancora da verificare.

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