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Messico, elezioni 2018: gli zapatisti propongono un’indigena

 

[Traduzione a cura di Manuela Beccati dall’articolo originale di J. Tadeo, pubblicato su Global Voices]

Tra poco meno di due anni, quando i messicani andranno a votare per eleggere il loro presidente, è probabile che possano scegliere una donna indigena.

Donne in Chiapas, Mexico
Donne sfilano nel costume tradizionale a San Cristobal, Chiapas, una delle città magiche del Messico. Foto di Michael Swigart, su Flickr. Licenza CC

Durante il quinto Congresso nazionale indigeno (CNI), le comunità indigene messicane e l’Esercito zapatista di liberazione nazionale (EZLN) hanno dichiarato di voler nominare una donna come candidata indipendente alle elezioni presidenziali nel 2018. L’annuncio è in un documento intitolato “Que retiemble en sus centros la tierra” [Che la terra possa tremare fino al suo centro , NdT]:

Come già affermato, ci dichiariamo in assemblea permanente, ci confronteremo sull’accordo del quinto Congresso nazionale indigeno in ognuna delle nostre aree geografiche e in tutti i territori, e apriremo dei percorsi affinché nel 2018, alle elezioni presidenziali di questo Paese, sia nominato un Consiglio di governo locale rappresentato da una donna indigena, una delegata del CNI quale candidata indipendente, che combatta per conto del Congresso nazionale Indigeno e dell’Esercito zapatista di Liberazione nazionale.

Al momento, non è ancora stato annunciato il nome della candidata.

È importante ricordare che l’Esercito zapatista di liberazione nazionale è un gruppo armato a maggioranza indigena di estrema sinistra che diede vita alla rivolta nel 1994 in Chiapas, nella regione Sud-Est del Messico. Negli ultimi anni è rimasto inattivo e il suo leader più noto, il subcomandante Marcos, nel 2014 ha cambiato nome per far posto a un altro leader identificato come subcomandante Galeano (alcune fonti riferiscono che il suo vero nome sarebbe Rafael Sebastián Guillén Vicente).

La notizia è apparsa sui media tradizionali e sui social network, soprattutto dopo la reazione di Andrés López, fondatore e leader del partito politico Movimento nazionale di rigenerazione (Morena) che ha sottolineato come la partecipazione dell’EZLN alle elezioni segnerà un cambiamento significativo per il gruppo:

Nel 2006 l’EZLN era “l’uovo di serpente”. Allora, come ultra “radicali” avevano deciso di non votare e adesso decidono di nominare una candidata indipendente.

Pascal Beltrán Del Rio, giornalista di Excelsior, ha preso posizione in proposito nella sua rubrica “Il Voto degli indigeni”:

La recente decisione dell’EZLN e il Congresso nazionale indigeno rappresentano un cambiamento importante rispetto alla loro posizione precedente. Riguardo alle elezioni, infatti, alle presidenziali del 1994, del 2000, del 2006 e nel 2012 hanno fatto appello a non votare, respingendo in tal modo l’intera classe politica.

Questo cambiamento ha portato alla condanna espressa da Andrés Manuel López Obrador, il leader di MORENA e concorrente virtuale per Los Pinos – residenza ufficiale del presidente del Messico – nel 2018, che in diverse occasioni aveva invitato l’EZLN a far parte del suo movimento per “un vero cambiamento”. Ma, quanto sarebbe influenzato Lopez Obrador dalla partecipazione di una donna indigena in qualità di candidata nel 2018?

Su Twitter molti hanno criticato López, come Rodrigo Castro che scrive:

È evidente che l’intenzione dell’EZLN di nominare una candidata indigena nel 2018 è per danneggiare l’AMLO. Roba da piangere.

Nel suo profilo Twitter, il fumettista Rafael Barajas, meglio conosciuto come “il ficcanaso”, ha illustrato la nuova posizione dell’EZLN, alludendo alla precedente posizione del gruppo armato di rifiuto e squalifica dell’intera campagna elettorale del Paese:

Vignetta: – Ricordi tutto quello che abbiamo detto a proposito di quanto sia sporca la farsa elettorale in Messico? – Bene, ci risiamo!

Tweet: L’EZLN lancerà una candidatura indipendente. Non dovrebbero spiegare questo cambiamento nel discorso e nella strategia alla luce della loro posizione nel 2006?

Nel frattempo, Dalia Vázquez ha commentato così la notizia:

Voterei sicuramente per la candidata indigena di EZLN, nulla da aggiungere! – Dalia Vázquez (@Dali_Vaz) 18 Ottobre 2016

Il ruolo delle donne indigene nel Governo

L’eventuale nomina di una candidata indigena alla presidenza del Paese da parte dell’EZLN è in contrasto con la realtà che le donne hanno dovuto affrontare in politica negli ultimi mesi. Non dimentichiamo che molte sono state costrette a rinunciare alle cariche a cui erano state elette.

È il caso, per esempio, di Rosa Perez, che i cittadini di Chenalhó in Chiapas – Stato dove l’EZLN ha una presenza importante – costretta a lasciare l’incarico, in quanto donna. L’autorità giudiziaria elettorale ha ordinato la reintegrazione di Perez. Ma questo non è ancora avventuo. Anche Maria Gloria Sanchez, sindaca di Oxchuc nello stesso Stato, è ancora in una situazione analoga.

Alla luce di questo comportamento sessista, tollerato perché si tratta di “usi e costumi” indigeni, sarà particolarmente interessante sapere se il gruppo armato in questione effettivamente designerà una candidata, se riceverà il sostegno necessario per assicurare che la sua candidatura sia conforme ai requisiti formali richiesti e se potrà veramente avere la possibilità di competere non solo con Lopez – che ha cercato la presidenza in due occasioni precedenti – ma con altre donne e uomini che hanno già ufficializzato le loro aspirazioni per il 2018.

Da vociglobali

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