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Lo spirito di Assisi

 

Dal 1986 il contributo delle Religioni alla pace! Dal 18 al 20 settembre il Meeting interreligioso “Sete di Pace!”

Il mondo è stanco di guerre! Il mondo ha “SETE DI PACE!”. È questo il titolo scelto per il Meeting interreligioso che si terrà ad Assisi dal 18 al 20 settembre 2016 in occasione del 30° anniversario della storica giornata di preghiera per la pace convocata da Giovanni Paolo II il 27 ottobre 1986.

Un evento che, promosso dalla Diocesi di Assisi, dalle Famiglie Francescane, dalla Comunità di S. Egidio e da altri Movimenti ecclesiali, viene sostenuto dalla Regione Umbria, dalla Città di Assisi e dalla Conferenza episcopale umbra. Vedrà la presenza di Papa Francesco, di Bartolomeo I e altre delegazioni di chiese ortodosse, del primate anglicano di Londra, di altri leaders delle comunità cristiane della Riforma e delle principali Religioni del mondo. Saranno presenti anche leaders politici, fra cui il Presidente Mattarella, ed esponenti della Cultura.

Il mondo oggi, purtroppo, è in guerra! Lo ha ribadito con forza, ancora una volta, Papa Francesco lo scorso 27 luglio, sull’aereo che lo portava da Roma a Cracovia per la Gionata Mondiale dei Giovani. “Si ripete spesso la parola insicurezza! Ma la vera parola è: guerra!” – ha detto il Papa. E ha continuato: “Da tempo il mondo è in guerra, una guerra a pezzi! Non è tanto organica, ma organizzata sì!”.

Le Religioni in questi 30 anni hanno continuato a dialogare e a camminare insieme. Dopo il 1986, si sono ritrovate ad Assisi molte altre volte: in particolare nel 1993, nel 2002, nel 2011. Nel trentennio hanno incrementato gli incontri in vari luoghi e nei continenti. E ora ritornano ancora una volta nella Città di san Francesco per dire una parola chiara sulla drammatica odierna situazione del mondo. Attentati, conflitti e guerre continuano a seminare distruzione e morte. Eventi luttuosi che, pur concentrati in certe aree del mondo, avvengono anche in paesi e città finora considerate sicure. Atti di terrorismo, attentati e kamikaze si nascondono, colpiscono e insanguinano all’improvviso le stesse nostre strade e le nostre città, seminando terrore e paura.

Le Religioni intendono ritrovarsi per approfondire la conoscenza, l’amicizia, il dialogo e camminare insieme, ma soprattutto per dire al mondo che non ci sono “guerre di religione”. Papa Francesco lo ha ribadito spesso in questi ultimi tempi: “No! Non si tratta di guerra di religione! Tutte le Religioni vogliono la pace! La guerra la vogliono altri. Capito?” (27 luglio). Una simile presa di posizione viene sostenuta ormai anche da molti altri leaders religiosi del mondo!

Non sarà una celebrazione commemorativa ma un rivivere, a distanza di anni, il “clima” del 27 ottobre 1986. Quella esperienza è all’origine all’espressione “spirito di Assisi”, coniata da San Giovanni Paolo II due giorni dopo l’evento del 1986, quando diede udienza in Vaticano i capi delle religioni mondiali che aveva incontrato in Assisi. Nel congedarli formulò un auspicio, quasi una consegna: “Continuiamo – disse – a vivere lo spirito di Assisi!”. E aggiunse profeticamente: “Quell’incontro diventi una fonte capace di sprigionare sempre nuove energie di pace!”.

Papa Francesco, per la terza volta, sarà ad Assisi. Verrà proprio per ribadire l’impegno della Chiesa Cattolica, assieme alle altre Chiese cristiane e alle altre Religioni non solo a “pregare” per la pace, ma anche di farsi promotrici di pace, a dichiarare che nessuna guerra può essere dichiarata in nome di Dio o di una religione. E le Religioni, insieme, asseriranno che le attuali guerre che affliggono il mondo sono volute da altri, da interessi di egemonia, da interessi economici di Stati senza scrupoli, di gruppi di potere, spesso nella complice indifferenza di molte Nazioni o di Organismi internazionali.

L’imminente evento di Assisi inoltre si prefigge di consegnare ai giovani, alle nuove generazioni la “bandiera” del dialogo, del negoziato, della trattativa per affrontare i conflitti. La “bandiera” del rigetto della guerra come mezzo per affrontare le controversie del mondo. La “bandiera” della messa al bando non solo dei micidiali arsenali nucleari o delle armi chimiche o batteriologiche, ma anche di ogni arma di tipo convenzionale. Armi purtroppo sempre più devastanti e di distruzione di massa. Solo così il mondo smetterà di investire somme esorbitanti in armi e guerre che seminano distruzione e morte, per destinare tali risorse al bene, al progresso e alla pace dell’umanità!

P. Egidio Canil OFM Conv

Delegato per la Giustizia, Pace e Custodia del Creato

del Sacro Convento – Assisi

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Da perlapace

 

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