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Turchia. Dopo il fallito golpe massima repressione

 

ANKARA. – Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e’ tornato ad Ankara, per la prima volta dopo il fallito golpe di venerdi’ notte, per presidere le riunioni del Consiglio di sicurezza nazionale e del Consiglio dei ministri.

Lunedi’ Erdogan aveva annunciato una decisione importante dopo la riunione del Consiglio di sicurezza nazionale, senza dare altri dettagli. Il presidente e’ tornato nella capitale ieri sera e ha gia’ visto il premier georgiano Guiorgui Kvirikachvili, primo incontro ufficiale dopo il golpe fallito.

Intanto continua la repressione contro possibili nemici del regime di Erdogam.  Il Consiglio turco per l’Alta Istruzione (Yok) ha infatti ordinato a tutte le università della Turchia di “sospendere” gli incarichi accademici all”estero fino a nuovo ordine. Una direttiva inviata a tutti gli atenei del Paese ordina anche che vengano richiamati in sede tutti gli accademici attualmente all”estero “a meno che non sia assolutamente necessario il proseguimento del loro lavoro”, come riporta l”agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu. Il Consiglio per l”Alta istruzione chiede inoltre “indagini” su tutto il personale accademico e amministrativo ritenuto legato al movimento dell”imam Fetullah Gulen e fissa il 5 agosto come termine ultimo per la consegna dei risultati delle “indagini”. Ieri, su decisione dello stesso Consiglio, sono stati costretti alle dimissioni 1.577 presidi di Facoltà, 1.176 dei quali con incarichi in atenei statali.

Nel frattempo avrebbe confessato di far parte del movimento dell’imam Fetullah Gulen un collaboratore del capo di Stato Maggiore turco, il tenente colonnello Levent Turkkan. Il governo di Ankara accusa Gulen, che vive in Pennsylvania, di essere l’ispiratore del fallito golpe di venerdì scorso. Il sito web del quotidiano filogovernativo turco Sabah scrive stamani che Turkkan, collaboratore del capo di Stato Maggiore Hulusi Akar, “ha confessato di far parte dell””organizzazione gulenista del terrore (Feto)””, come il partito islamico Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan definisce il movimento che fa capo all”imam. Sabah, come Hurriyet, fa riferimento a stralci della testimonianza che il tenente colonnello avrebbe reso agli inquirenti e sottolinea che sulla base di queste informazioni “Turkkan ha attivamente partecipato al tentato golpe”. Turkkan, stando a quanto riportato, avrebbe raccontato di quanto avvenuto il “pomeriggio del 15 luglio”, del rifiuto della “offerta” fatta al capo di Stato Maggiore – poi brevemente catturato durante il tentato golpe – e avrebbe inoltre affermato di essersi avvicinato al movimento che fa capo a Gulen quando era un adolescente, uno “studente brillante e promettente”.

“Nel 1989 ho sostenuto gli esami all”Accademia militare Isiklar. Ero certo che sarei passato – si legge in una parte della testimonianza attribuita al tenente colonnello e riportata da Hurriyet – Anche i miei fratelli della comunità ne erano certi. Ma nella notte mi hanno comunque portato le domande prima degli esami”. E poi ancora: “Sì, sono un membro dello ”stato parallelo””. “Dopo che sono arrivato all”ufficio dell”aiutante di campo dello Stato Maggiore, ho iniziato a eseguire gli ordini a nome della comunità”, avrebbe aggiunto. Secondo Sabah, Turkkan avrebbe detto di essersi pentito di aver partecipato al tentativo di golpe dopo le notizie di civili morti e dell”attacco alla sede del Parlamento. Il tenente colonnello avrebbe anche confessato di aver intercettato l”ex capo di Stato Maggiore, il generale Necdet Ozel, per il quale ha lavorato tra il 2011 e il 2015.

Da dazebao

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