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La Banca Etruria non è solvente

 

Ormai i dubbi sono finiti. Quello che ha scritto nella sua relazione ufficiale il commissario liquidatore delle quattro banche dell’Italia centrale (di cui capofila è la banca Etruria che ha avuto come presidente Lorenzo Rosi, indagato da sei mesi dalla Procura di Arezzo e come  vicepresidente Pier Luigi Boschi, padre del ministro Maria Elena Boschi nel governo Renzi-Alfano che a quanto pare ha avuto anche alcuni colloqui con il notissimo faccendiere della P2, Flavio Carboni) prelude alla dichiarazione di insolvenza da parte del tribunale fallimentare di Arezzo. E sarà proprio quel tribunale nell’udienza già prevista il prossimo 8 febbraio 2016 ad accogliere la proposta di insolvenza che farà il liquidatore sulla base della relazione già conclusa.

Da quel momento il procuratore capo di Arezzo, Roberto Rossi, potrà aprire un fascicolo ipotizzando anche la bancarotta fraudolenta e avviare così un’inchiesta con approfondimenti investigativi e giudiziari su ogni voce della gestione compiuta dagli amministratori e già certificata dalla Banca d’Italia in tre ispezioni del servizio di vigilanza che hanno portato nel febbraio scorso al necessario commissariamento della banca. Analizzando così ogni euro che ha causato il fallimento e portato alla banca ad essere insolvente cioè incapace di sopravvivere e di proseguire la propria attività. Nelle venti pagine di Santoni viene ripercorso il progressivo azzeramento del patrimonio netto ridotto a 22 milioni al 30 settembre 2015 e calcolato dai commissari straordinari solo dopo aver “scoperto” nella lunga indagine crediti deteriorati che non erano stati indicati, cioè precedenti alla divisione tra nuova banca e bad bank .

L’insolvenza è propedeutica alla bancarotta fraudolenta ma altri potrebbero essere verificati come la truffa ai risparmiatori che hanno investito nelle obbligazioni subordinate da cui scaturiscono responsabilità penali personali.  Il giudice Rossi, peraltro, aveva dichiarato, quando era stato convocato dal Consiglio Superiore della Magistratura il 28 febbraio scorso, per difendersi da un’accusa di un possibile conflitto di interessi, che “se la società dovesse andare in insolvenza è chiaro che tante cose oggi lecite, potrebbero assumere un altro rilievo.”E questo appunto si vedrà nel prossimo febbraio e la liquidazione della vecchia banca Etruria e il lancio della nuova con la divisione tra la good e la bad bank . Da qui potrebbero nascere problemi per il padre del ministro Boschi e di conseguenza anche per il presidente del Consiglio.

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