Il libro di Giannola, una risorsa per il futuro

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Chi, come chi scrive, ha fatto parte nella sua vita per lungo tempo dell’esercito di chi deve cambiare e spostarsi in Italia per il suo lavoro (anche se è quello di professore universitario) sa quanto sia vero il titolo che Adriano Giannola ha premesso al suo saggio sul divario tra Nord e Sud del nostro Paese: Sud, una risorsa per la ripresa,  pubblicato di recente dalle edizioni Salerno.  Ho letto nella mia vita di lettore accanito molti libri sul Mezzogiorno e ho curato anni fa le opere del poeta lucano Rocco Scotellaro per l’editore Laterza.  Ma avevo letto molto giovane i Quaderni dal carcere di Antonio Gramsci che l’editore Einaudi aveva pubblicato nell’immediato secondo dopoguerra e gli Scritti politici di Giustino Fortunato usciti dall’editore pugliese De Donato e ancora i saggi Sud e magia di Ernesto De Martino usciti già nel 1959 dall’editore Feltrinelli.

Mi era accaduto anche di conoscere molti anni un uomo come Manlio Rossi Doria e di leggerne gli scritti prima e dopo la sua morte.  Ma oggi in un periodo storico che considero particolar mente difficile ed aperto agli esiti più lontani tra loro ho  letto con grande interesse le considerazioni di un uomo che ha sempre unito il lavoro quotidiano di operatore ed esperto economico a quello di appassionato studioso del Mezzogiorno e dei suoi problemi. E ho ritrovato in questo libro  di 110 pagine che vorrei raccomandare ai tanti giovani che mi accade di incontrare e che mi chiedono consigli e a volte nuove letture,di leggerlo con attenzione perché Giannola parte da una constatazione che mi è accaduto di dover fare anche di recente: il divario tra il Nord e il Sud è la grande questione storica che le nostre classi dirigenti non sono riuscite a risolvere e che ci è stata presentata appunto come irrisolta e sempre più angosciante negli ultimi anni della repubblica. Con l’elenco dei molti anni perduti in cure e azioni che non si sono rivelate efficaci, con l’illusione del federalismo fiscale a cui è seguito ancora una volta  il declino, venti anni di declino e dopo di esso ancora sette anni di crisi economica che il Paese ha dovuto vivere in ogni sua parte e ancora anni di nuovo esodo dal Sud di lavoratori, di disoccupazione e di gravi disuguaglianze e  a un certo punto di dichiara zione di estinzione della “questione meridionale” a cui tuttavia non è seguita un effettivo superamento delle differenze economiche, sociali e culturali tra le parti diverse della penisola italiana.  E tutto questo mentre l’Europa resta ancora divisa e i nostri uomini di governo sembrano non appassionarsi più alla necessità di rendere il Paese più giusto e moderno nella sua interezza territoriale. Il testo di Giannola è un strumento prezioso per ricordarci questa realtà.


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