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La paura non cambierà le mie abitudini, perché è diventata un’abitudine

 

Salgo sulla metro la mattina per andare a lavorare.  C’è meno gente, meno borseggiatori. La peste della paura ha fatto vittime e noi monatti continuiamo a leggere e a far passare chi si è distratto dentro le cuffiette e scende di corsa all’ultimo momento. In questi vagoni il coraggio si confonde con il fatalismo. La vigilia del grande attentato è mitigata dalla fisarmonica chiassosa del mendicante musicista. Scorrono le fermate, scendo con un sollievo che non voglio ammettere. La paura non cambierà le mie abitudini, perché è diventata un’abitudine.

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