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Ungheria: quando uno sgambetto diventa questione d’onore

 

Forse il suo nome Petra Laszlo non vi dirà nulla ma di sicuro il suo sgambetto è tra i più famosi della storia e della politica internazionale. Lei è la reporter ungherese che il 10 settembre scorso cercò di impedire la fuga di alcuni migranti con calci e sgambetti, uno dei quali fece cadere un rifugiato siriano con in braccio il proprio figlio.

Dopo questo gesto la reporter fu licenziata dalla testata per la quale lavorava e attualmente è in corso un processo penale nei suoi confronti per razzismo. Nel frattempo, invece, le vittime dello sgambetto, Osama e Zaid, hanno “addirittura” ricevuto la solidarietà di tantissime persone note  e meno note come Cristiano Ronaldo, hanno “addirittura” assistito ad una partita del Real Madrid e sembra che il padre abbia “addirittura” un lavoro… Ma come è possibile si domanda l’operatrice ungherese? Io licenziata e lui “addirittura” ha un lavoro? Beh io li denuncio…

Proprio così, è di pochi giorni fa la notizia che Petra Laszlo, vuole denunciare Osama Abdul Mohsen, il 52enne siriano vittima di quello spiacevole episodio, perché l’uomo ha un lavoro mentre lei è disoccupata: “sto pensando di denunciare quell’uomo perché sono stata licenziata per una sua testimonianza – ha raccontato – lui, in un primo momento, aveva accusato i poliziotti dello sgambetto, poi ha ritrattato. E’ una questione d’onore”.

Questione d’onore??? Onore significa diritto alla stima e al rispetto altrui, onore significa abbattere i muri, onore significa dare un’opportunità, onore significa tirare indietro la gamba, ma soprattutto onore significa chiedere scusa senza se e senza ma.
Nella vita di tutti i giorni s’incontrano tante persone, ma forse solo poche hanno veramente il coraggio di allungarci la mano senza pretendere una ricompensa.

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