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Turbo-banditore,salvo buon fine

 

Sono assolutamente ottimista,salvo buon fine Altan sintetizza così il sentimento dei giornali -e dunque di una parte almeno dell’opinione pubblica- sulla legge di stabilità che il premier ha definito “una manovra straordinaria”. Straordinaria sì, gli fa eco il Sole24ore, che peraltro ne loda il carattere “espansivo” e il “taglio delle tasse”, ma straordinaria nel senso di irripetibile, perchè fondata per il 50% sull’aumento del deficit. Se l’Italia continuasse su tale strada, scatterebbero le clausole di salvaguardia, imposte dall’Europa e l’aumento dell’IVA.

La scommessa a rischio sulla ripresa La Stampa ma osserva come Palazzo Chigi abbia confezionato la manovra per accrescere il proprio consenso in vista delle prossime elezioni  (Roma, Milano, Napoli). “Renzi identifica consenso politico e fiducia nel futuro -scrive Stefano Lepri- ma sono davvero la stessa cosa? Il consenso politico è a breve termine, va e viene. La fiducia la danno le novità vere, quelle che durano”. Giannelli ironizza sul Corriere: “una buona notizia, abbiamo deciso di spendere il deficit”;  Federico Fubini spiega che “nel 2016 l’Italia ha bisogno di una crescita e di un’inflazione che per ora proprio non si vedono. Possibile dunque che il debito continui a salire, anche con la ripresa”. Forse l’Europa si limiterà ad ammonire senza colpire, ma “prima o poi la BCE smetterà di finanziarlo”,il debito italiano.

Slide, tweet e buone notizie: nasce il Renziting. Che cos’è questo Renziting? “Un evoluto prodotto di tecnologia del potere che annuncia, istituisce e santifica la compiuta sintesi fra l’arte di governo e il marketing”, risponde Filippo Ceccarelli su Repubblica. Ieri, pensando agli hashtag inventati in questi mesi, da #laBuonaScuola a #CéChidiceSì fino all’odierno #Italiacolsegnopiù, avevo chiesto al simpatico Filippo Senzi, @nmfup, a quando la creazione di un #ministerodellamore e di una #psicopolizia che impedisca di “gufare”? Il troppo stroppia. I vecchi capi dorotei della Dc, persino con un pizzico di auto ironia, si accontentavano che Orietta Berti cantasse: “finchè la barca va…non ti fermare”. Il turbo-banditore, come lo chiama Ceccarelli, riesuma tutti gli slogan dell’ultimo mezzo secolo. “Lavorare meno” diventa “pagare meno” (tasse) seguito da “pagare tutti”. “Il dopo di noi” echeggia “Ritorno al Futuro”. Il berlusconiano “ci preoccupiamo” resta uguale,  la formula “di chi arranca” (più sbrigativa) sostituisce “di chi rimane indietro” (troppo compassionevole). E poi, punti eslamativi, via gli articoli – il vezzo di casa Agnelli-Marchionne è non dire mai la Fiat, ma Fiat.  Alla fine si finisce incantati senza ricordarsi di cosa né perchè.

L’Europa darà soldi alla Turchia, per tenersi i profughi. Scelta realista? Può darsi; ma la decenza avrebbe richiesto di attendere qualche giorno, fino al primo novembre, quando si concluderà con il voto la campagna elettorale che Erdogan ha insanguinato. Perché anche se fossero islamisti gli autori materiali della strage ad Ankara -e finora non hanno rivendicato- la responsabilità politica della caccia alle streghe contro l’opposizione è tutta di Erdogan. Obama è costretto a dare il contrordine, si resta in Afganistan. Con Putin protagonista in Medio Oriente, gli Stati Uniti devono allontanare lo spettro di una sconfitta come quella subita dall’Unione Sovietica a Kabul nell’89. Lucio Caracciolo, per Repubblica, spiega perché purtroppo l’Isis sta vincendo. Perché non lo combattono Turchia, Arabia Saudita, Giordania, Egitto  E perché le tribù sunnite del deserto anziché tornare sotto stati inventati dall”imperialismo inglese (Iraq,Siria) alla fine si tengono il califfo.

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