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Il futuro dell’Europa e l’egemonia tedesca

 

Non è difficile capire purtroppo che cosa è stato deciso nel recente vertice tra Grecia e Germania. L’Italia, la Francia, la Spagna e il Portogallo hanno capito, e non era possibile, evitarlo che si tenta di imporre non soltanto alla Grecia ma a tutto il vecchio continente la politica economica tedesca caratterizzata da un esperimento ordo-liberista. Le tesi del non stupido ministro delle Finanze tedesco, rivolgendosi a Draghi, valgono più di un qualsiasi altro documento sottoscritto dagli Stati. Questa è l’Europa di oggi, un’Europa germanica: una sorta di dittatura ordo-liberista. La Francia di oggi è il fantasma della Francia di Mitterand e la Grecia non poteva ottenere di più.

E’ difficile criticare Tsirpas e i Greci. L’Establishment mondiale per la prima volta ha percepito qualcosa che fino ad ora era considerato impossibile. La Germania, diciamo noi italiani oggi, non è un attore adeguato per la costruzione delle nuove istituzioni del capitale. Non c’è in giro fiducia nella Germania. E’ tutto è stato condito da un documento manifestamente falso. Come può un Paese (la Grecia) che ha perduto un quarto del PIL arrivare a un avanzo primario crescente fino al 3,5 %? La stessa indicazione che il nostro governo delle larghe intese ha subito adottato di costituzionalizzare il pareggio di bilancio è fumo negli occhi. L’obbiettivo non è quello ma piuttosto l’altro di realizzare i tagli necessari ogni qualvolta si manifesti una deviazione dall’obbiettivo. Un modello unico per tutta l’Europa con il dominio della Germania unita.

Pensiamo al programma di privatizzazione imposto alla Grecia. Si crea un fondo di garanzia di 50 miliardi. Almeno questo sarà in Grecia. E in questo modo si priva la Grecia dello strumento economico oggi cardine per riportare sul piano dell’economia internazionale. Ci sono naturalmente anche nel progetto del governo italiano alcune cose utili come la riforma della pubblica amministrazione, la riforma dell’Istituto di Statistica e l’apertura dei mercati in alcuni settori finora trascurati. Quanto alla Germania, di fronte al fallimentare sistema creditizio tedesco sarà il caso di chiedere alla Commissione Europea di mettere l’ ordine necessario. E chiederci se non è il caso di sostituire al nazionalismo (questa volta  mostra la Germania) un orizzonte differente e adeguato ai ventotto paesi che compongono oggi la comunità europea.

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