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Egitto, raid in un’Ong per la formazione dei giornalisti

 

La mattina del 21 ottobre, al Cairo, le forze di sicurezza egiziane hanno dato l’assalto, armate di tutto pugno come se stessero irrompendo in un covo di banditi, alla sede della Fondazione Mada per lo sviluppo dei media. Senza mandato, come invece prevede la legge egiziana. Del resto, il rispetto della legge ai tempi del generale al Sisi (e di Morsi, dei militari dopo Mubarak, dello stesso Mubarak, di Sadat ecc) è un optional. Per cui, finora invano, si sono battute centinaia di migliaia di attiviste e attivisti, prima e dopo piazza Tahrir.

La Fondazione Mada svolge un’attività pericolosa nell’Egitto odierno: fa formazione ai giornalisti locali per curarne e rafforzarne indipendenza e professionalità. L’irruzione nella sede dell’Ong è stata rovinosa: le forze di sicurezza hanno sequestrato documenti e attrezzature e, lasciato andare il personale di sesso femminile, hanno a lungo trattenuto e minacciato 20 uomini, compresi gli addetti alle pulizie e un ignaro ragazzo che aveva bussato per consegnare cibo a domicilio.

Il direttore della Fondazione Mada, Hisham Gaffar, è stato preso e portato a casa sua, fatto oggetto di una minuziosa perquisizione. Suo figlio, arrivato successivamente in ufficio, è stato picchiato e arrestato. Formare al giornalismo indipendente, spiegare quanto sia importante ascoltare tutte le voci e non accettare in modo acritico la narrativa di regime, è evidententemente considerato una preoccupante minaccia dal governo del Cairo.

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