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Coordinamento di Fiuggi a Roma: La Presidenza del Sindacato nella storia della Fnsi con Giulietti e Tartaglia

 

La Presidenza del Sindacato nella storia della Fnsi
Da Salvatore Barzilai a Santo Della Volpe: un secolo di presidenti per il nostro Sindacato.

Il Coordinamento di Fiuggi organizza un incontro, aperto a tutti i consiglieri nazionali della Fnsi e a chi abbia voglia di venire, per la ricostruzione storica di un ruolo così autorevole e rappresentativo nel cuore del giornalismo italiano.

Ne parlerà Giuseppe Giulietti, con il contributo storico di Giancarlo Tartaglia.

Il Coordinamento di Fiuggi
Martedì 6 ottobre, ore 15.30
Fnsi, Sala Tobagi, corso Vittorio Emanuele II 349, Roma.

Sono giorni in cui all’interno della Categoria ci si confronta su un appuntamento importante. Mancano poche ore al voto del Consiglio Nazionale che dovrà eleggere il nuovo presidente della Federazione della Stampa. Il coordinamento di Fiuggi ha così pensato di dare un contributo, allargando il confronto ad una disamina di coloro che hanno presieduto, in più di un secolo di storia, i giornalisti italiani. Un elemento in più al dibattito che sta fra i compiti assegnati al Coordinamento che vogliamo esercitare sino in fondo.

Conoscere le radici dell’impegno sindacale di categoria ed immaginare un futuro che ha di fronte incredibili sfide, in un contesto complicato. Ma altri sono stati i momenti difficili nella vita dei giornalisti italiani. Il rapporto con la monarchia, l’annientamento delle libertà di pensiero del periodo fascista, due guerre, i tanti momenti difficili della vita Repubblicana, lo sviluppo del Paese e la crisi, il terrorismo, il compromesso storico, gli scandali, i grandi numeri e la fertilità del mondo dei media e dell’editoria e le difficoltà attuali che si inseriscono in una trasformazione complessiva della professione e degli strumenti a sua disposizione, delle nuove figure professionali necessarie. Si parla di giornalismi diversi, di giornalisti diversi, di mezzi e strumenti di comunicazione e informazione diversi, che hanno però identica cittadinanza e necessità di diritti e di doveri. E poi gli altri temi, gli altri impegni, quelli quotidianamente alle prese con gli attacchi alla libertà di informare e di essere informati che tornano, di volta in volta, ad interessare il nostro lavoro.

Fiuggi, che anche a Roma si sta organizzando anche e soprattutto come strumento di azione politico-sindacale larga ed aperta per immaginare un percorso di unità riformista della professione, vuole abbandonare vecchi schemi di confronto, parlare alla professione nella sua più completa coralità, mettere insieme tutte le ampie sfaccettature di una professione così complicata e così importante, fatta di garantiti sempre meno garantiti e di non garantiti che rischiano di essere schiavi della professione.

Allargare il raggio di intervento alla comunicazione, intervenire con nuove tipologie di approccio alla discussione, superare steccati che riteniamo facciano male alla professione, a tutta la categoria. Questa forza è stata sempre all’interno del sindacato dei giornalisti, su base regionale e su base federale. In altri momenti difficili siamo sempre stati in grado di rappresentare quella classe dirigente avanzata del Paese, schierata dalla parte dei cittadini e del richiamo costante al rispetto dell’articolo 21 della Costituzione.

Abbiamo attraversato momenti bui ma sempre, nella nostra storia più che centenaria, abbiamo trovato lo strumento del confronto al nostro interno grazie al rapporto forte con chi fa questo lavoro. In un tempo senza epoca, forse, dobbiamo ritrovare uno scatto di nuova maturità, spostando il ragionamento dai soggetti agli oggetti, dalle individualità alla coralità.

Essere avanguardia nelle sfide, solidali nelle scelte, forti nelle decisioni, uniti nella difesa non nostra ma dell’informazione corretta, plurale, utile. Capace di illuminare ciò che è importante ma nascosto. Periferie sociali, quelle del diritto negato, del lavoro non garantito, delle storie non raccontate. Ed è nella Presidenza, luogo chiamato a controllare l’applicazione delle decisioni congressuali e l’agire democratico all’interno degli organismi di rappresentanza, che sta la figura più alta di garanzia, quella capace di ascolto, di tessere le fila della più ampia unità. Specie in una fase in cui gli attacchi ai corpi intermedi vengono esercitati con veemenza dalla politica.

Come si diceva, fasi che il sindacato dei giornalisti ha già comunque attraversato. Da quella storia dobbiamo partire pensando alle nostre radici e settandoci per affrontare il futuro. Questo appuntamento sarà solo uno dei primi, a Roma come in tutta Italia organizzati dal Coordinamento di Fiuggi. E cercheremo di spostare l’attenzione sui temi e sugli oggetti, allontanandoci da una sterile discussione tutta piegata sui soggetti.

 

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