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Libera ricorda i 43 studenti desaparecidos

 

A un anno dai tragici fatti di Ayotzinapa, Libera ricorda i 43 studenti desaparecidos, le vittime innocenti di quell’attacco ingiustificato ed ingiustificabile.

“Dopo un anno sottolineiamo ancora una volta i silenzi e le omissioni del Governo Federale del Messico tanto nel caso di Ayotzinapa così come in altri casi recenti come Apatzingan e Tlatlaya”. Sin dal primo momento Libera aveva chiesto la costituzione di una commissione internazionale indipendente di indagine che agisse sotto l’egida dell’ONU. La commissione Gruppo Interdisciplinare di Esperti Indipendenti (GIEI) solo in parte rispondeva alla nostra richiesta e nonostante questo le sue considerazioni finali sono rimaste senza conseguenze. Abbiamo infatti appreso, con amarezza, che il GIEI nominato dalla Commissione Interamericana per i Diritti Umani è giunto alle stesse conclusioni alle quali erano arrivate tante organizzazioni di difesa dei diritti umani con le quali Libera lavora quotidianamente in Messico: la versione ufficiale non regge ad una analisi delle prove scientifiche. Chiediamo- prosegue nella nota Libera- ai rappresentanti del Governo Federale Messicano per quale ragione non sia stata autorizzata l’ispezione di alcune caserme dell’Esercito, né la possibilità che gli esperti indipendenti potessero parlare con i componenti del Battaglione 27 dell’Esercito, d’istanza in quella zona. Chiediamo di conoscere le ragioni per le quali il rapporto finale del GIEI non ha avuto alcuna conseguenza nonostante abbia smascherato errori, falsificazioni e omissioni da parte degli organi inquirenti. Libera, insieme ai suoi partner messicani, chiede che le Istituzioni Europee ed i singoli Stati, a partire dall’Italia, prendano una posizione più chiara e forte su quanto accade in Messico dal 2006, sulle violazioni sistematiche dei diritti degli attivisti, dei giornalisti, dei migranti, degli insegnanti, dei giovani, sul numero di desaparecidos che ha superato quello registrato in Argentina durante la dittatura militare. Non è sufficiente chiedere che si faccia genericamente luce sul caso di Ayotzinapa se poi si rimane indifferenti alla assenza di risposte. Libera nel 2012 ha lanciato la campagna “Pace per il Messico – México por la paz”, presentando un dossier, aggiornato e scaricabile www.libera.it su quanto avvenuto durante la presidenza di Felipe Calderon ed al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica ed i media europei ed italiani. Non dobbiamo fermarci, perché il ricordo e la memoria sia impegno dobbiamo continuare, per non lasciare soli i familiari delle vittime innocenti messicane, per continuare il percorso con le nostre sorelle ed i nostri fratelli messicani, perché non si interrompi la ricerca di giustizia. Il governo messicano deve prendere atto che la richiesta di verità e giustizia ormai non proviene solo da un numero pur grande di familiari di vittime e di realtà di base messicane ma sale forte dal mondo intero. Libera continuerà a tenere accesi i riflettori sulla situazione messicana e si impegna a sollecitare le istituzioni delle altre nazioni europee e dell’Unione Europea attraverso la propria rete continentale, Libera Europe.

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