La crisi taglia i redditi e gonfia l’immigrazione

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Per l’immigrazione? Un bel niente epocale! La battuta di Altan racconta il senso di impotenza che assale il lettore alle prese con un scritto di Jean Paul Junker, pubblicato proprio da Repubblica. “Nessuno stato può farcela da solo, questa gente fugge dalle guerre e dalla disperazione, l’Europa in cui voglio vivere non è quella dei muri”. Ok, il prezzo è giusto, e allora? “Abbiamo triplicato le nostre forze nel Mediterraneo”, “aiutiamo Turchia, Giordania, Libano (che si trovano immigrati a milioni) ospitando 20mila profughi”, “la commissione vuole distribuire equamente 40mila migranti, gli stati membri sono stati in grado di accettarne 32mila”.

Occidente express, 2 mesi 3mila euro. Il Corriere racconta la via dei Balcani che i disperati del Medio Oriente scoprono su internet e che li porta, se hanno fortuna, a passare Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia, Ungheria fino alla meta. Che restano la Germania -800mila richieste d’asilo quest’anno- e la Francia, con la porta di Calais verso la Gran Bretagna. Proprio oggi a Berlino Hollande e Merkel parlano oggi di guerra in Ucraina, con Porošenko e senza Putin. E di immigrazione, senza Renzi né Junker.Suggestive le anticipazioni dei giornali d’oltralpe: “euro polizia alle frontiere”, “codice UE per l’asilo”, “rimpatri”. Ma in quale contesto, dentro che cornice di politica estera dell’europa, con quali idee sull’accoglienza e quanti euro da investire?

L’europa non sa decidere nulla dice al Fatto l’europeista Cohn Bendit. Pensare di poter “bloccare i migranti dove sbarcano è sciocco, passeranno comunque”. Senza una politica (europea) per l’Africa e il Medio Oriente, conclude Cohn Bendit, dovremo prepararci ad accogliere 2 milioni di migranti nei prossimi anni. E a subire gli insulti delle Le Pen, della destra razzista in Germania dei Salvini in Italia. E pure di Grillo, se continueremo a narrar favole e a nascondere magagne come i 30 euro per migrante a mafia capitale.

Eppur si muove. Financial Times apre con la notiza che Israele sta importando i 3/4 del suo petrolio dalla regione curda dell’Iraq. Avrà sceltoi i Curdi perchè pena che possano contenere l’influenza iraniana, ma è un passo. I Curdi combattono l’Isis. Si deve convincere Erdogan (in occasione del prossimo G20 in Turchia) che il nemico è il califfo, non il fantasma di uno stato curdo. Si può minacciare l’embargo del petrolio delle monarchie sunnite, continuare il dialogo con l’Iran, coinvolgere la Russia. Spingere Israele a un accordo con i Palestinesi. Vasto programma, lo so, visionario! Meglio che le geremiadi quotidiane su Jihadi John che ci sgozzerà o il migrante mero che ci stuprerà.

La crisi taglia i redditi scrive il Sole24Ore. Dal 2008 al 2014, – 5,5% a Palermo, – 4,8 a Roma, – 4,5% a Milano. Va bene, il calcolo è stato fatto sui redditi dichiarati e andrebbe depurato dall’aumento dell’evasione, ma la frittata è questa. Deaglio sullo Stampa vuol credere al Premier e gli indica la strada: contemporanea riduzione delle tasse e delle spese (senza ridurre le prestazioni dello stato). In mezzo, a frapporsi, c’è l’intreccio stato, intermediazione, corruzione.

Le unioni civili entro l’anno, Corriere. È la risposta di Palazzo Chigi alla boutade (in parte rivolta alla chiesa) del cardinal Bagnasco. Entro l’anno, cioè dopo l’approvazione della sciagurata legge di riforma costituzionale (leggete su Repubblica le critiche puntuali dell’ufficio studi del Senato e il fondo di Alessandro Pace), dopo il varo della legge di stabilità, dopo un Nazareno 2 o un Verdini P3. Dopo!

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