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EveryOne Group e i profughi gay in Kenya

 

Nairobi, 31 luglio 2015 – EveryOne Group segue alcuni giovani profughi gay in Kenya. Durante la visita di Obama, le autorità keniote hanno effettuato un numero altissimo di operazioni poliziesche per rendere le strade di Nairobi libere da mendicanti, poveri e minoranze invise al governo, fra cui gli omosessuali.

“L’Africa è in movimento, corre” diceva il presidente degli Stati Uniti a un’assemblea di imprenditori, “la povertà diminuisce, la classe media è in crescita”. Alle sue parole, però, corrispondeva un consenso solo di facciata da parte delle istituzioni e gravi violazioni dei diritti umani avvenivano ovunque, nella capitale. “Sono stato coerente in tutta l’Africa: sono persuaso che tutti gli esseri umani vadano trattati in modo uguale davanti alla legge. Devono avere la stessa tutela e lo Stato non deve mai discriminare”. Così affermava Obama riguardo alla necessità di combattere l’omofobia e riconoscere ai gay pari diritti. “Ci sono cose che non condividiamo,” commentava il presidente del Kenya Uhuru Kenyatta e i fatti, nelle vie di Nairobi, confermavano drammaticamente il suo laconico commento. Gli attivisti per i diritti di omosessuali e lesbiche in Kenya rischiano pestaggi, torture e anche uccisioni da parte di religiosi omofobi, mentre le autorità li perseguitano, nonostante una recente sentenza della Corte suprema condannasse la discriminazione contro le persone omosessuali.

L’UNHCR non si rende conto della vulnerabilità dei profughi omosessuali in Kenya, che spesso sono molto giovani e non offre loro alcuna protezione. Quando le organizzazioni umanitarie segnalano all’agenzia delle Nazioni Unite casi di persecuzione nei confronti di profughi omosessuali o gravi difficoltà a cui essi vanno incontro, si verificano preoccupanti pressioni nei loro confronti, che sono indotti a interrompere le comunicazioni con chi li assiste. EveryOne Group prosegue nelle sue azioni a tutela di questa minoranza vulnerabilissima, ma il clima in cui opera è quantomai difficile.

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