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Angela, Matteo e Mons Galantino

 

Ripresa, il vertice Renzi Merkel, Corriere. Si incontrano domani all’Expo. Il medico (la Germania) che si è rimpannucciato grazie alle sue ricette ma non ha saputo salvare il malato. Il malato (l’Italia) che insieme alla Francia – analisi del New York Times- mostra i sintomi più preoccupanti: crescita bassa, debito pubblico elevato, poca fiducia dei consumatori. Se fossero due grandi statisti europei, Angela e Matteo, credo che si direbbero a quattr’occhi che così non va, non può continuare Che la ricetta (del rigore) è sbagliata, che i tedeschi devono investire di più in Europa. D’altra parte converrebbero che le tasse devono pagarle anche i furbi levantini, che combattere la corruzione è obbligo politico prima che morale, che gli sprechi sono prodotti più dal potere delle lobby che da supposti privilegi dei dipendenti.

Probabile che la cucina sia più modesta. Angela ora vede “una speranza per la Grecia” (Repubblica), sostiene che “Tsipras è cambiato”, per nascondere al Bundestag – che sulla Grecia voterà mercoledì- come invece la Germania abbia dovuto cambiar nota, cedere al Fondo monetario, ammettere con Schäuble che i debiti si potranno restituire solo in un futuro lontano. Da parte italiana si dirà che l’obiettivo (+ 0,7 quest’anno) è a rischio, che il governo deve varare una manovra da 25 miliardi (Corriere), che deve confermare gli incentivi ai padroni e  tagliare le tasse del 2% (Morando), e che siccome ci siamo mostrati diligenti alle lezioni di tedesco, ora vorremmo “sconti” (Taddei, Stampa).

Le mosse italiane per fermare il caos in Libia, Titolo del Corriere e intervista di Gentiloni alla Stampa. Occorre strappare subito (mercoledì riprendono gli incontri)  “un accordo tra !Tobruk Misurata Zintan e gran parte delle municipalità di Tripoli,che possa consolidarsi e magari estendersi al Gnc (parlamento di Tripoli)” in modo da poter mandare in Libia caschi blu (come in Libano, spiega Sergio Romano) che facciano da pacieri fra le tribù e regolino quel corridoio dell’immigrazione. Oppure – è il ministro degli esteri che parla- diverrà indispensabile porre “nell’agenda della coalizione internazionale anti-Daesh il tema Libia, sapendo che non si tratterebbe più di stabilizzare il paese ma di contenere il terrorismo”. Insomma Guerra. Per evitare che la Libia diventi una nuova Somalia a due passi da casa nostra.

Migranti, la guerra della Lega ai vescovi, Repubblica. Quel Grullo del Matteo (Salvini) ha evocato un “genocidio” italiano, promesso di paralizzare il Paese e intimato ai vescovi “di non rompere”. Spiega Diamanti, Repubblica. che gli italiani si sentono poveri e hanno paura di chi è più povero, hanno meno fiducia nell’Unione Europea, si sentono “orfani di frontiere e confini, di bandiere e ideologie e non sanno più chi sono”. Perciò rischiano di dare spago a un Orban italiano. Saremo costretti -si chiede Diamanti- a emigrare? L’alternativa ci sarebbe: non dire più agli italiani che sono ricchi (o che lo ridiventeranno presto), spiegare loro che il Mediterraneo paga il conto degli errori tedeschi e che a quegli errori occorre mettere riparo provando a creare un fronte comune con francesi, spagnoli, greci, che l’Africa è una opportunità se vogliamo uscire dalla stagnazione. Non solo nero! Sulla paura speculano “i piazzisti”, ma alimenta paura anche chi edulcora la realtà.

Il vescovo dà lezioni di politica. Galantino scrive di De Gasperi il Corriere pubblica. “Tutte le scelte fondamentali della sua politica interna e internazionale sono state elaborate dai partiti all’interno del Parlamento, che mai ha ceduto alla tentazione di coartare” La politica, come la religione, si deve sempre “ispirare al bene comune”, perciò Paolo VI l’ha definita “forma suprema di carità”. Terzo “L’Europa che De Gasperi ha contribuito a fondare era più generosa di quella di oggi L’Europa non può diventare una maledizione, è un progetto politico indispensabile per il mondo, a cui la Chiesa guarda con trepidazione”. Detta da me, che non sono un vescovo, la politica, quella vera, capace di durare nei tempi eccezionali, non è solo tattica: ha bisogno di una visione . Se no genera mostri e si consegna ai piazzisti.

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