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Festival dei due mondi. In corso di svolgimento a Spoleto 

 

Riavutosi dalla perdita (anagraficamente inevitabile) di Giancarlo Menotti, suo fondatore, e da alcuni anni di gestione alla meno peggio, Il Festival dei Due Mondi di Spoleto (in programma sino a metà luglio) ha ripreso vigore (prestigio in bilico) con la solida, autorevole direzione di Giorgio Ferrara- e l’ufficiosa collaborazione che a egli offre un’esperta e compagna di vita quale sa essere Adriana Asti.   Da Luis Bacalov a Juliet Greco, da Eleonora Abbagnato a Sandro Veronesi, passando per Lucrezia Lante Della Rovere e Vanessa Redgrave, l’edizione 2015 del tradizionale appuntamento spoletino va ben oltre la ‘parata’ di stelle, celebrità, performances di arte varia e di ottimo livello, cercando di pervenire ad un progetto unificante, ad una visione d’insieme e denominatore comune dei  diciassette giorni di spettacoli, concerti, balletti, recital e piece teatrali: A iniziare dal delizioso  “Così fan tutte “ di Mozart con la (regia di Giorgio Ferrara, la scenografia e i costumi di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo), in scena nel nuovo teatro Gian Carlo Menotti a inizio rassegna (29 giugno), in cui prevale un sentimento ‘multidisciplinare’ di  evento e sentimento, di colto trattenimento ed esegetico, mai lezioso, gusto interpretativo.

“Il Festival – spiega Ferrara –  ha un andamento  in  crescita, a me pare, sia in termini qualitativi sia per quanto concerne il responso del pubblico. Nell’ambito di un circuito internazionale di turismo culturale di cui Spoleto resta una delle capitali più frequentate”:  E, affinchè  non si ammicchi alla consueta élite di privilegiati “Il Festival anche quest’anno mette a disposizione  5mila biglietti al costo di un ingresso al cinema; ed  il rinomato concerto finale avrà dei prezzi che oscillano dai 10 euro   ai 70 euro”

In ambito musicale si segnala   “3 Piano generation” con Luis Bacalov, Rita Marcotulli e Alberto Pizzo. Confrontati ad  ‘ un duello a suon di note’  tra jazz, musica classica e tango, curato da tre pianisti appartenenti a generazioni diverse. Attesissima ospite  è inoltre Juliette Greco, con il melologo  “Merci” (Teatro Nuovo “Giancarlo Menotti”) nel terzo weekend del Festival, il 10 e l’11 luglio. La grande icona di ‘una certa Parigi’, renderà omaggio, tra canzoni e poesie, “alla lunga storia d’amore che intrattiene con il suo pubblico da tutta una vita” fatta di successi ma anche peripezie ed angustie.

Quanto al “denominatore comune” della manifestazione “Il Festival, i cui costi verranno coperti per il 70% dal Mibact, rappresenta un buon esempio di collaborazione tra pubblico e privato”- sostiene Ferrara Dunque una strada sulla quale proseguire anche per il futuro.  Nel senso che. “Le risorse pubbliche non saranno mai sostituite da quelle private, ma è necessario che i privati le integrino attraverso le sponsorizzazioni e il mecenatismo. La novità che abbiamo introdotto nelle regole che sovrintendono il Fondo Unico per lo Spettacolo è la garanzia di un contributo triennale che metterà in condizione di programmare senza avere l’ansia di cosa succederà l’anno dopo”.

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Dal settore musica a quello della  danza, si segnale, per il 5 luglio,  la “Soirée Roland Petit” (Teatro Romano) di cui è protagonista l’étoile Eleonora Abbagnato,  dedicata al grande danzatore e coreografo francese Roland Petit. Sul fronte del teatro spazio al ricordo di Pierpaolo Pasolini, in occasione dei 40 anni dalla sua morte , con la messinscena di  “Porcile” con la regia di Pier Paolo Pasolini (in alto, foto di scena) e “Il Vantone” con la partecipazione di Ninetto Davoli. ( dei quali contiamo di riferirvi in seguito)

Ed intanto, lo scrittore  Sandro Veronesi ha già interpretato con vigore e ‘full immersion’ razio-emotiva il suo monologo “Non dirlo”.  Mentre è attesa  Vanessa Redgrave che si esibirà nello spettacolo “A world I love. The story of an Arab Woman”, basato sulle memorie dell’educatrice araba Wadad Makdisi Cortas. E sempre sul fronte teatrale va annunciata Lucrezia Lante Della Rovere con “Io sono Misia”, in programma il 5 e 6 luglio per  la regia di Francesca Zecca.

Il Festival dei Due Mondi dedicherà, inoltre, spazio all’arte con la mostra ‘Botero a Spoleto’. Per la prima volta, nella cittadina umbra, ci sarà un’esposizione di 48 ‘gessi’ provenienti dalla collezione privata dell’artista e che rappresentano una sintesi essenziale (raramente compiuta) della sua  attività scultorea.

Da apprezzare, per chi lo vorrà,  la terza edizione di “Sconfinamenti #3”, evento espositivo curato da Achille Bonito Oliva. Ed il ‘memorial’- Luca Ronconi, con performances e testimonianze che avranno luogo il 10 e l’11 luglio. A chiudere il Festival sarà un concerto diretto da Jeffrey Tate che, alla guida dell’orchestra giovanile italiana, eseguirà l’”Incompiuta” di Schubert e la “Sinfonia n.4” di Brahms.

Buon soggiorno a chi andrà

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