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Quel baratro che è il nostro. Caffè

 

Baratro, dice il Corriere, Caos, la Repubblica. La notizia è semplice: l’Europa non ha dato neppure una settimana di tregua alla Grecia per tenere il referendum del 5 luglio. Così, ieri alle 20, Tsipras ha dovuto comunicare la chiusura delle banche e degli sportelli bancomat. Da domani si potranno prelevare non più di 60 euro al giorno. I commentatori che fanno il tifo per l’eurogruppo accusano Tsipras di aver fatto saltare il tavolo negoziale convocando il referendum. Il suo sarebbe stato un atto di slealtà nei confronti dei partner. Idea bizzarra, ma piuttosto condivisa in Italia: solo Grillo ha detto con chiarezza che Alexis è stato leale con i greci, che la sua è stata una scelta democratica. Junker invece cerca di incastrare gli uomini di Syriza pubblicando la “generosa proposta” europea: Iva al 23 per cento, anche per i ristoranti, con uno sconto al 13 per il cibo base, l’energia, gli alberghi, via agli aiuti per le pensioni al minimo, in pensione dopo i 67 anni, via le agevolazioni ad agricoltori e isole, tagli di dipendenti. Se voteranno sì, ora i greci sapranno cosa li attende.

I capi di governo possono evitare il disastro! Ultimo, drammatico, appello di Varoufakis alla tedesca Bild. Vorrebbe che Merkel aprisse alla ristrutturazione del debito. Per dare dare ai Greci almeno una speranza. E Merkel ha convocato per oggi tutti i partiti tedeschi. Hollande riunisce i suoi. Renzi non si sa. Padoan continua a ripetere che noi italiani siamo al sicuro -anche se il fallimento di Atene ci espone per oltre 60 miliardi. Repubblica traduce il pezzo sul New York Times -ne ho scritto ieri- in cui Krugman spiega che i socialisti europei pagheranno cara la loto subalternità alla Merkel. Accanto un’intervista a Piketty “Europa in agonia, sono i conservatori ad averla devastata”. Giavazzi, Corriere, pensa l’esatto contrario e se la prende con “gli altri Tsipras d’Europa, Grillo in Italia, Podemos in Spagna”.

Renzi e Salvini al 36 per cento. Nando Pagnoncelli per il Corriere registra il crollo della popolarità del premier, passato dal 61 di consensi che aveva all’inizio dell’anno all’attuale 36%. Con Salvini che lo raggiunge al 36, Grillo che si porta al 30, Meloni al 29%. Temo che i socialisti possano scomparire anche in Italia, se continuano a dire sì alle politiche liberiste della Merkel e a imporre riforme ingiuste e impopolari come jobs act e scuola. Padoan ha ripetuto che il GrecExit non toccherà noi italiani. Da non crederci: già oggi le borse stanno crollando tutte. La verità è che il nostro governo fa gli scongiuri e spera che Draghi ci salvi, stampando moneta. Giannelli lo chiama “ManDraghi”. Ed è certo che il peso delle personalità può essere grande. Se ci fosse stato Strauss Khan al FMI, invece di una stizzosa e pavida Lagarde, forse non saremmo dove siamo. Ma continuando sulla linea di condotta attuale né in Francia né in Italia i socialisti  resteranno al governo.

Dalla breakdance alla carneficina. Non ballava male Seiffedine Rezgui: si piaceva e aveva messo in rete una sua performance. Poi l’altro ieri lo studente di Kerouan ha fatto una strage di turisti a Sousse e ha licenziato centinaia di migliaia di  tunisini che vivono grazie al turismo. Due foto lo ritraggono dopo la strage. Una da dietro, poi un controcampo. In costume, capelli lunghi, il mitra all’ingiù, le spalle curve. Stanco di morte e in attesa della morte. Che arriva, finalmente. Metafora della nostra sconfitta? La morte che vince sulla vita, la bestialità del settimo secolo -in cui anche noi “cristiani” toglevano la pelle agli infedeli- che dissolve diritti, rispetto, cultura, amore? Non voglio crederci. Spero che l’Europa si possa rilanciare, perchè è l’Europa la chiave di un equilibrio fondato su pace e tolleranza. Ma lQuel baratro che è il nostro’Europa deve ritrovare l’anima -come avevo sperato l’11 gennaio, quando il popolo parigino era sceso in piazza- e sconfiggere mercanti e strozzini

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