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Elezioni Campania, diteci i nomi

 

 

Se avete più o meno la mia età, eravate adolescenti negli anni novanta. Quelli di Tangentopoli e della discesa in campo di Berlusconi, quelli dell’Ulivo e delle guerre a luci fluorescenti che riempivano gli schermi delle tv. Ma anche gli anni dei Litfiba, che nel ’93, quando presi la mia prima tessera di partito, pubblicavano l’album Terremoto, primo pezzo Dimmi il nome.

M’è tornato in mente leggendo che Guerini, vicesegretario del Pd, e prima ancora De Luca, candidato per lo stesso partito a presidente della Regione Campania, hanno entrambi invitato a non votare per i presentati impresentabili, quelli, per intenderci, con vicende e situazioni poco chiare con la giustizia, sostenitori di posizioni politiche azzardate o proprio di idee e valori inammissibili, quali l’omofobia, il razzismo e, senza girarci intorno, visto che alcuni si rifanno direttamente a “toni mussoliniani, il fascismo. Bene, direste. E lo direi anch’io, se non fosse che stanno parlando delle loro liste, quelle alleate e quelle che li sostengono. Dunque, è lecito chiedere i nomi.

Cioè, possono Guerini e De Luca fare un elenco da rendere noto ai potenziali elettori di centro sinistra, con tutti i nominativi e l’indicazione della lista in cui sono candidati, non vorremmo mai che scattasse proprio a quella il seggio in più in grado di eleggerli, di quanti essi stessi, dopo averli candidati o accolti quali partner elettorali, giudicano “impresentabili” (che già qui uno si chiede per quale dannato motivo li si sia “presentati” se non potevano esserlo), in modo da poter seguire al meglio l’invito a non votarli?

E guardate che lo dico nel loro interesse, di Guerini e De Luca, intendo. Lanciando un allarme così grande, “non votateli”, in piena campagna elettorale, è più che normale che uno si faccia un’idea precisa della gravità del rischio che si correrebbe qualora questi fossero eletti. Insomma, se il candidato presidente della terza regione d’Italia e il vicesegretario del suo e primo partito dichiarano apertamente che, nella loro coalizione, ci sono candidati che non dovevano essere nemmeno presentati e che è opportuno che non vengano eletti, è normale che gliene si chiedano i nomi.

Altrimenti, per fugare ogni dubbio, un elettore posto dinanzi a tanta evocazione di pericolo, e senza che a essa possa e sappia dare un volto, potrebbe essere tentato di non votare direttamente tutta la coalizione. Così, per non sbagliare e per non contribuire, suo malgrado, a eleggere qualcuno la cui presenza tanto scalpore desta fra gli stessi che lo hanno candidato.

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