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Il ministro Lupi non si dimette, poi va in Parlamento e rinvia il suo ‘chiarimento’

 

Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi non fa passi indietro e non rassegna le sue dimissioni. A confermarlo lo stesso titolare dei Lavori Pubblici, che nel corso di una visita al Made Expo, di Rho, a Milano, è stato più che chiaro: “Non ho fatto nessun gesto sbagliato o irresponsabile. Se fosse dimostrato il contrario ne prenderò atto”. Poi l’annuncio di voler recarsi in Parlamento, dove riferirà sulla vicenda che è stata già definita una nuova Tangentopoli. Ieri poteva essere l’occasione, visto che Lupi era già in Aula per un Question Time, ma, di fronte alle richieste fatte dalle opposizioni di riferire immediatamente, ha accettato l’invito, ma ha rinviato a data da destinarsi. Da buon post-democristiano, meglio prendere tempo e non lavorare il ferro quando è troppo caldo. Per ora, con lui resta solo il suo partito, l’Ncd ed a confermarlo ci ha pensato il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che nella notte tra martedì e mercoledì, insieme a Lupi ed al Premier Renzi hanno avuto un incontro ed una lunga serie di contatti. Alfano è stato chiaro: “Lupi non ha pensato all’ipotesi delle dimissioni. Noi e lui riteniamo corretto invece non perdere tempo sulla informativa in Parlamento. Maurizio è persona perbene e onesta, e questo è il punto di partenza.
  Nessun magistrato ha ritenuto di indagarlo nonostante abbiano indagato decine e decine di persone, e questo è il secondo punto. Non essendoci una questione giudiziaria, ma visto che alcuni pongono la questione politica, sono convinto che sia giusto accelerare i tempi dell’informativa in Parlamento del ministro, il quale è prontissimo a riferire e a informare il Parlamento della sostanza di questa vicenda dando tutti i dettagli che per altro ha già pubblicamente fornito. Lo sosteniamo perché abbiamo piena fiducia in lui e crediamo in lui”. E mentre le opposizioni affilano le armi in parlamento, nel Pd, partner di Governo, c’è imbarazzo per quanto è accaduto, quanto sta accadendo, e quanto potrà accadere. A prendere posizione, con una dichiarazione di circostanza, che sa di una chiara presa di distanze, è il vicesegretario dei Democratici Guerini: “Sicuramente il Parlamento è interessato a capire, è giusto che Lupi spieghi la situazione che si è venuta a creare.
 Vedremo, vedremo nelle prossime ore”. Nessuna parola, come si legge, di sostegno  nei confronti del ministro. Stessa cosa, per altro ha fatto il Premier Renzi, mentre la minoranza del Pd non fa mistero che le dimissioni siano l’unica soluzione per ricomporre la vicenda.

Da jpbsnews.it

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