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I riflessi del viaggio di Renzi a Kiev e Mosca sullo scacchiere internazionale

 

Di Pino Salerno

Vale la pena segnalare qui ed ora che il pur importante viaggio di Matteo Renzi tra Ucraina e Russia, da Poroshenko a Putin, non ha sortito particolare interesse nell’opinione pubblica internazionale. Eppure, alla vigilia, quel viaggio era stato contrassegnato da notevoli aspettative, soprattutto sul piano della politica internazionale e delle scelte dell’Unione Europea. Il maggior quotidiano economico russo, Vedomosti, titolava infatti: “Il premier italiano rompe l’isolamento internazionale di Vladimir Putin”. Certo, Putin aveva già avuto incontri con il presidente francese Hollande e con la cancelliera Merkel, ma solo per dare soluzione temporanea alla crisi ucraina. Con Renzi, invece, e forse per la prima volta dall’inizio della crisi dell’Ucraina, Putin ha potuto fare un giro d’orizzonte sull’intero scacchiere internazionale con un premier importante, con una interessante parentesi sulla questione delle sanzioni e dei rapporti economici tra Occidente e Russia. Insomma, è molto probabile che la stampa francese, tedesca e anglosassone abbiano sottovalutato la “missione” di Renzi, prima da Poroshenko a Kiev e poi da Putin a Mosca.

La notizia del viaggio di Renzi e della sua importanza strategica era stata diffusa dalle principali agenzie di stampa internazionali, Reuters, Associated Press e Ria Novosti, su tutte. E tutte ne segnalavano il carattere strategico e l’importanza sul piano politico internazionale. Per quale ragione essa non abbia avuto una più larga diffusione, è un mistero sul quale forse lo stesso Renzi dovrebbe meditare, insieme ai suoi consiglieri della comunicazione. Comunque, nel dettaglio, la Reuters, ad esempio, dopo aver informato della deposizione di un mazzo di fiori da parte di Renzi sul luogo in cui è stato ucciso Boris Nemtsov, cita i capitoli dei colloqui con Putin: “prima di tutto la questione delle relazioni della UE con la Russia in seguito alla crisi ucraina, che hanno suscitato perdite per effetto delle sanzioni imposte su Mosca. Ma ci sono altre gravi faccende su cui discutere, a cominciare dalla gravissima situazione nel Mediterraneo e dal conflitto che si è aperto in Libia”. Come si vede, la Reuters avverte i suoi lettori – i giornali di tutti il mondo – che al centro dei colloqui Renzi-Putin vi sono faccende tutt’altro che secondarie.

L’incipit del lancio dell’Associated Press appare ancora più esplicito: “Il primo ministro italiano ha visitato Mosca giovedì nel tentativo di ricostruire legami tra occidente e Russia che sono stati interrotti dalle tensioni scaturite dalla crisi ucraina. Molti leader occidentali hanno evitato Mosca perché le relazioni diplomatiche sono giunte al punto più basso dalla fine della Guerra Fredda. Il viaggio di Renzi riflette il desiderio di migliorare gli scambi economici bilaterali, che hanno sofferto a causa delle sanzioni UE contro la Russia e contro le azioni di rappresaglia intraprese da Mosca”. Più avanti nell’articolo dell’AP, si legge una notizia che è stata dimenticata perfino dai giornali italiani, e che invece può assumere un rilievo notevole sul piano delle relazioni internazionali. Scrive infatti l’AP: “il leader russo ha sottolineato ‘l’attivo dialogo politico con l’Italia’ e ha detto che i legami economici bilaterali sono rimasti forti nonostante i danni inflitti dalle sanzioni UE, tanto che l’Italia è ancora il quarto partner commerciale della Russia. Il Russian Direct Investment Fund e i partner italiani hanno siglato un accordo per un miliardo di dollari al fine di incoraggiare investimenti reciproci”. Infine, scrive l’Associated Press, questa rivelazione di Putin sorprende perché l’Occidente, e gli USA su tutti, hanno condizionato la fine dell’embargo verso Mosca solo quando saranno soddisfatti tutti gli impegni per la pace in Ucraina. Anzi, sostiene l’Agenzia di stampa, poiché ciò non è ancora avvenuto, lo stesso Obama sta pensando a nuove sanzioni più dure. In ogni caso, conclude l’AP, l’Italia ha avuto moltissimo da perdere, sia dalle sanzioni che dalla crisi economica russa. Per effetto delle sanzioni, l’Italia ha perso moltissimo in fatto di esportazioni agricole, e per effetto della crisi economica e del calo di valore del Rublo, ha perso in maniera significativa sul piano del turismo, per la drastica riduzione di russi nel nostro Paese.

Insomma, le grandi Agenzie internazionali hanno cercato di sollevare il velo su una visita che ha avuto, obbiettivamente, un notevole valore strategico, e qualche elemento di differenziazione rispetto al normale comportamento dei leader internazionali. Non ci resta che attenderne gli sviluppi nei vertici planetari ed europei, per capire se davvero Renzi abbia aperto una breccia importante nell’isolamento di Mosca, oppure se si è trattato del classico “fuoco di paglia” diplomatico, anche se quel miliardo di dollari di impegni economici comuni potrebbe far pensare ad altro.

Da jobsnews.it

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