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Guai ai vinti. Caffè del 26

 

Insieme: la Cancelliera, il Presidente e il Re, con gli occhi che trattengono le lacrime. Impotenti: come il pilota che forse è rimasto fuori dalla cabina (lo si sentirebbe mentre prova a sfondare la porta). Attoniti: pensando a quegli 8 minuti (quanti, prima di svenire?) in cui l’aereo precipitava, la pressione cresceva su petto e spalle, annuncio di morte. Articoli, pagine di giornale, ipotesi, ma ancora poche notizie.

Quei tre capi di stato forse sono angosciati pure dai venti di guerra che soffiano sullo Yemen. Colpiti dalle bombe blasfeme alle moschee sciite di Sana’a, i ribelli Houthi marciano su Aden. Il presidente fugge, l’Arabia Saudita già bombarda e apparecchia una guerra dei Sunniti, con Qatar, Bahrain e Kuwait, contro gli Sciiti. Se sotto c’è anche la paranoia di Netanyahu, allora l’obiettivo è processo di pace fra Stati Uniti e Iran, è far saltare la politica di Obama. Il Califfato ringrazia. E ringrazia anche (il Califfato)  “l’intransigente generale libico Haftar” – così ne parla Le Monde – amico degli egiziani e nemico dei Fratelli Musulmani e delle milizie di Tripoli, tanto da far saltare le trattative in Marocco. A Hollande e Renzi non resta –  fanno bene – che marciare domenica insiema al popolo di Tunisi. Il Giornale scrive: “L’Isis è già qui”, perché hanno scoperto a Brescia una cellula italo albanese. “Hanno la cittadinanza” grida Libero. Mentre il Fatto, “Ci frugano nelle mail con la scusa dell’Isis”, e il Manifesto, “Spie come noi”, accusano il governo di aver legalizzato il programma Trojan, per spiare computer e telefonini.

Corriere: “Italicum, l’affondo di Renzi”. Repubblica: “Blitz di Renzi sull’Italicum. Subito il voto alla Camera: è sfida alla minoranza Dem”. Perché – spiega ai retroscenisti – “Sono divisi, il momento è ora: voglio chiudere ai primi di maggio”. L’uomo è fatto così, non sempre sa perché, ma sa bene quando. Se Cuperlo, Bindi, Civati, ma anche D’Attorre, Bersani, Boccia, Letta e persino Speranza, non avranno il coraggio di votare con le destre contro il testo passato in Senato con i voti di Berlusconi (allora Nazareno), se il M5S continuerà a pensare solo al blog – ieri Morra s’è turato il  naso con una pinza per non sentire la “spuzza” della corruzione -, l’Italicum sarà legge e i giochi chiusi

Perché con la nuova legge elettorale, le opposizioni saranno spinte a scindersi fino all’atomo: un partito per ognuno che si sente leader. Perché, nel turno di ballottaggio, conterà solo la faccia del premier e la sua riconoscibilità mediatica. Renzi o Salvini, Renzi o Di Maio? In ogni caso Renzi! Perché i deputati di minoranza saranno scelti dai loro leader mononucleari. E quelli di maggioranza, in parte dal Premier (100 capolista bloccati), in parte eletti grazie al carisma del premier (i 130 miracolati dal premio) e i restanti 100 passati al setaccio dall’apparato di partito, anche grazie alla possibilità di esprimere la doppia preferenza di genere.

Giochi chiusi. Si può sperare che la protesta sociale (sabato, manifestazione a Roma con Landini e Camusso) si saldi con un’idea diversa di politica. Servirebbe il coraggio di dire, con rispetto ma in modo fermo, che la scelta di Renzi è omissiva; non parla mai di Grecia e delega le scelte europee alla Merkel. È sbagliata; gli imprenditori non investiranno quanto sarebbe necessario e già oggi – lo scrive il Sole – il risparmio non sta finanziando l’economia reale. È pericolosa; perché quando eleggeremo solo uomini soli al comando, un Sindaco, un Governatore e un Premier, la corruzione – pubblicherò più tardi il mio intervento in Senato – le mafie e i comitati d’affare saranno più forti.

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