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Il tiggì personalizzato, anche in Italia arriva Watchup

 

“Pensa a tutto quello che succede nel mondo. Pensa alla televisione, alle pile di giornali, ai milioni di siti di informazione. Se riesci a pensare a tutto questo insieme, significa che hai appena incontrato Watchup”.
Adriano Farano l’ha pensato. E da Cava de’ Tirreni, sulla costiera amalfitana, è arrivato fino a Menlo Park, in California. E’ il 2010 quando Adriano sbarca in America con in tasca una borsa di ricerca in giornalismo e un’idea. Nasce così Watchup, l’app che rivoluziona il modo di informarsi con “l’innovativo metodo lasagna: più strati di informazioni proprio come nelle lasagne di mia nonna”. Così Adriano descrive la sua “creatura”: un tiggì personale per capire cosa succede nel mondo senza dover fare zapping da un’applicazione all’altra. Watchup, infatti, raccoglie, filtra e organizza i migliori contenuti video sulla base delle preferenze dell’utente. L’applicazione reinventa il concetto stesso di telegiornale, per tradizione mono-canale, rendendolo multi-canale e personalizzabile a seconda delle preferenze del singolo. Grazie alle partnership con tantissime testate da tutto il mondo, l’app “spacchetta” i servizi in modo che l’utente possa scegliere cosa guardare in base alle proprie esigenze.

Tutta la potenza delle immagini a portata di smartphone, dunque, anche se l’idea si materializza nella mente del giovane Adriano quando ancora non esistevano neppure i cellulari. “Il primo telegiornale che ho visto – dice – raccontava il crollo del muro di Berlino. Lì ho colto la potenza che può avere un video”. Prima di andare negli Usa però, Adriano è stato studente Erasmus a Strasburgo, in Francia. Lì ha fondato CafèBabel, giornale online multilingue che ancora oggi ha redazioni in 35 città europee. Poi è arrivato in America con una Knight Fellowships, una borsa di ricerca all’università di Stanford che offre a 20 giornalisti di tutto il mondo la possibilità di lanciare un progetto sperimentale per rinnovare il giornalismo. Oggi Adriano ha 35 anni e la sua app ha raccolto oltre quattro milioni di dollari solo in America. Appena presentata, nel 2010, è stata finanziata con un milione di dollari da Microsoft e StartX, l’incubatore dell’università di Stanford e nel 2014 è stata scelta da Google come migliore applicazione dell’anno.

Disponibile su Google Play, iOS e Amazon AppStore, da circa un mese è in circolazione anche la versione italiana. Scaricabile gratuitamente, Watchup si finanzia con la pubblicità video. Oltreoceano ha stretto collaborazioni con i grandi gruppi editoriali come Tribune Media, che conta oltre 40 canali di tv locali americane, oltre che testate come Washington Post, Fox News e Sky e in Italia il team di Farano sta avviando collaborazioni con le principali aziende editoriali, tra cui Corriere della Sera, Repubblica e Il Fatto Quotidiano.

E se è vero che l’Italia è una delle nazioni al mondo con più smartphone che persone, il fondatore di Watchup ci ha visto lungo quando ha pensato di investire anche nel suo paese d’origine. “E’ un momento storico per il nostro Paese: siamo a un crocevia e noi abbiamo voluto esserci”.

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