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Charlie Hebdo: il sindacato degli studenti chiede le dimissioni dell’assessora regionale del Veneto per le sue dichiarazioni

 

“Oltre 4000 in tre giorni, questo il numero delle firme raccolte dalla petizione online (goo.gl/ 2UmYhm) per chiedere le dimissioni dell’Assessora all’Istruzione della Regione Veneto Elena Donazzan in seguito alle sue ultime dichiarazioni riguardo all’attacco terroristico a Parigi ed alla sua circolare agli istituti scolastici, che oltre a chiedere a tutte le famiglie musulmane di prendere le distanze dall’attentato, ricorda che viviamo in una “[…] Europa civile, libera e laica, che spesso dimentica di essere tale perché cristiana [sic!]”. E’ quanto scrive in una nota il sito www.sindacatodeglistudenti.org

“Questi sono solo due passi della circolare arrivata a tutte le scuole medie e superiori della Regione che hanno fatto maggiormente indignare sia docenti e dirigenti scolastici che studenti. Il resto della lettera la trovate qui, http://goo.gl/V4XfMs sul sito personale dell’assessore. Infatti, dopo le numerose carenze in ambito del Diritto allo Studio, ed alla recente istituzione della festa della famiglia naturale avvenuta nelle scuole, è proprio quest’ultima ingerenza a spingerci a chiedere le dimissioni dell’Assessora, in quanto la scuola dovrebbe essere un luogo in cui nessuno sia costretto a giustificare il proprio credo religioso. È assurdo pensare che un ragazzo musulmano per non essere considerato un terrorista debba prendere le distanze da un azione criminale che non solo lui non ha commesso, ma della quale in maniera riflessa sarà vittima, come dimostra la manifestazione anti islamica tenutasi a Dresda nei giorni scorsi. Inoltre a seguito delle reazioni alla lettera l’Assessore ha rincarato la dose sostenendo che a suo avviso si dovrebbero emanare leggi speciali come quelle contro le brigate rosse durante gli anni ‘70; sospendere il trattato di Shengen per ripristinare i controlli alle frontiere; obbligare le celebrazioni religiose islamiche all’uso della lingua italiana e non distinguere tra prima, seconda, terza generazione. Oltre alle firme abbiamo contattato varie associazioni e personalità, ricevendo sostegno da più parti: nei prossimi giorni, continueremo a portare avanti la petizione, contattando anche dirigenti scolastici e professori. Sosteniamo inoltre l’azione di diversi parlamentari presentate alla Ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini, e chiediamo una risposta concreta, che tarda ancora ad arrivare. Denunciamo l’odio che parole come quelle inviate dall’Assessora (“non tutti gli islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici” [sic!]) possono fomentare, consigliandole di informarsi un po’ di più e di attuare una visione del mondo meno settoriale, più consona al ruolo che svolge: una carica che dimostra di non essere in grado di ricoprire”.

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