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“Io mi difendo”. DIOPPPS (Disoccupati Impiegati Operai Precari partite iva Pensionati Studenti)

 

Il nostro paese, il mondo del lavoro, i disoccupati, i precari, i pensionati, le partite iva individuali, gli esodati e gli studenti hanno bisogno di qualcosa di nuovo che li rimetta al centro delle politiche; negli ultimi anni queste categorie sono state emarginate e utilizzate per fare gli interessi esclusivi di una classe politica e dei più abbienti che hanno nel Parlamento lobbies potentissime che lavorano esclusivamente per i loro interessi. E questo riguarda tutti i partiti.

DIOPPPS si propone di portare nelle Amministrazioni e nel Parlamento solo persone provenienti da queste categorie che sono state le sole a pagare la crisi.
In questi ultimi vent’anni sono stati tolti i diritti conquistati dalle precedenti generazioni e una minoranza di italiani si è immensamente arricchita a discapito delle categorie più deboli. Basta leggere l’ultimo rapporto OCSE sull’Italia che lo scrive esplicitamente.
Leggi come la Treu, la Biagi, la Fornero hanno ridotto alla fame e al silenzio sui diritti con il precariato, con tutte le forme di lavoro flessibile e l’allungamento dell’età pensionabile.
Tra l’altro è ormai provato che il cosiddetto lavoro flessibile, oltre che indebolire ridurre in semi schiavitù chi lavora, provoca l’impoverimento anche delle aziende che lo praticano e uccide tantissimi lavoratori che muoiono per infortuni sul lavoro come può documentare l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro.
Renzi e Poletti con il Job Act tolgono quei residui diritti che ancora resistevano con l’articolo 18, che di fatto viene abolito. Le conseguenze in pochi anni saranno drammatiche sotto tutti i punti di vista. Chi come me lavorava già negli anni sessanta sa di cosa parlo.
DIOPPPS si propone di abolire tutte queste leggi inique che hanno ridotto alla fame e al silenzio chi lavora. E questo si può fare solo se si portano in parlamento tantissimi lavoratori, pensionati, precari, disoccupati, partite iva individuali e studenti. Qui ne va della sopravvivenza di chi lavora, di chi lo sta cercando e della dignità che non può fermarsi davanti ai cancelli dei luoghi di lavoro.
Rinchiudersi in un vuoto astensionismo non fa che aumentare il potere, le diseguaglianze e favori chi più ti sta danneggiando.
Tengo a precisare, come ho espresso più volte, che io non sono comunista, questa definizione non la merito; è impossibile in questo momento dell’Umanità, ancora in uno stadio troppo arretrato e primitivo per valori così alti quali l’uguaglianza e la giustizia sociale. L’uomo non è ancora pronto e probabilmente ci vorranno centinaia di anni per vedere realizzato un progetto simile. La tragica esperienza dell’Unione Sovietica ci ha mostrato questo. Che non siamo pronti come umani a un disegno così grandioso e che in noi tutti prevale ancora l’istinto primordiale che supera l’elaborazione culturale e l’egoismo individuale. Occorre allora cercare concretamente di difendere i più deboli, che devono cominciare a capire che non si può essere gli “utili idioti” di chi poi lavora contro i loro interessi.
Non bisogna rinchiudersi in un brontolio sordo che arriva al disimpegno verso tutto quello che sa di sociale e lasciare che i tuoi avversari imperversino in tutti i luoghi dove si prendono le decisioni che ti riguardano.
Occorre cercare di ridiventare protagonisti e difendere i diritti da chi te li ha tolti e ce li sta togliendo, senza dividersi e spezzettarsi in mille rivoli inconcludenti.
Come curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna rimango sgomento nel vedere l’indifferenza di chi ci sta governando verso il fenomeno delle morti sul lavoro che non sono mai state così tante da quando ho aperto sei anni fa l’Osservatorio considerando che già un mese fa avevamo superato i morti sui luoghi di lavoro dell’intero 2013.
Noi abbiamo un grande italiano, il Procuratore di Torino Raffaele Guariniello che  da anni propone una Procura Nazionale Sicurezza sul Lavoro e che ha sempre difeso il mondo del lavoro dal mancato rispetto delle leggi. Io mi augurerei che chi lavora e i sindacati lo proponessero come prossimo Presidente della Repubblica. In lui troverebbero un ostacolo insormontabile contro i diritti di chi lavora. Esiste uno spazio enorme, i lavoratori, i disoccupati, i precari, gli studenti che hanno idee di uguaglianza sono decine di milioni. Occorre dire basta alle divisioni e cercare di riproporre un soggetto unico portare dei valori di giustizia sociale.

Non rinchiuderti in te stesso, torna protagonista della tua vita e cerca di salvaguardare i tuoi interessi e di dare il tuo contributo.

Scrivi che apprezzi questo programma?

Un comitato formato da una decina di persone di diverse regioni italiane è già formato per mettere in campo un movimento che dalla base e senza intermediazioni cerchi di riaggregare quella sinistra dispersa che può diventare importante come Syriza in Grecia e Podemos in Spagna che nei sondaggi sono diventati i primi partiti in quegli Stati in poco tempo.
SI PUO’ TENTARE anche qui in Italia e a mio parere con risultati clamorosi. Riaggregare le basi di SEL, Sinistra PD, Rifondazione, L’Altra Europa con Tsipras i tantissimi cinquestellati di sinistra, anche la maggioranza degli italiani che non sono andati a votare, e coinvolgere la galassia che sta ancora più a sinistra in un progetto che abbia come cardine la difesa dei diritti dei lavoratori e dei pensionati, dei disoccupati e precari e delle partite iva. Credo possa diventare molto importante. Cosa ne pensate? Non è in fondo necessario formare un nuovo partito se non si riesce, ma pretendere che a rappresentare queste categorie ci vadano persone che di queste categorie fanno parte. Non occorre più delegare ad altri, ai professionisti della politica la rappresentanza sociale di queste categorie. In questi ultimi anni abbiamo pagato la crisi solo noi. Occorre dire BASTA ai ladri di voti che in campagna elettorale e a parole difendono chi lavoro ma in pratica fanno solo i loro interessi e leggi per privare queste categorie dei diritti. MANDIAMO NELLE AMMINISTRAZIONI E IN PARLAMENTO SOLO CHI CONOSCE LA FATICA E IL VALORE DEL LAVORO DIPENDENTE, DELLA SOFFERENZA DI ESSERE UN DISOCCUPATO, UN PRECARIO, UN PENSIONATO AL MINIMO E UNA PARTITE IVA INDIVIDUALE.

Carlo Soricelli del Comitato per la difesa dei diritti dei lavoratori e curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

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