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Sciopero sociale. In migliaia contro lo Jobs Act. Basta austerity

 

ROMA – Migliaia di studenti, precari, migranti, stanno dando vita a Roma al corteo da poco partito da piazza della Repubblica contro il Jobs Act. Rilevante la presenza della Coalizione Internazionale dei Sans Papiers Migranti Rifugiati e Richiedenti Asilo, con delegazioni da 8 paesi europei e dalla Tunisia, che sta sfilando dietro lo striscione Libertò di lavoro e residenza in Europa  e alle 14.00 andrà a manifestare sotto al Parlamento.

Intanto davanti a Palazzo Vidoni, sede del Ministero della  Funzione Pubblica, è partita la protesta dei ricercatori organizzati con l’USB, che hanno simbolicamente buttato via gli strumenti di lavoro – provette, microscopi e computer – per dare vita a un cacerolazo contro la distruzione della ricerca Pubblica.

Molte le maschere di Anonymous indossate dai manifestanti. In testa al corteo ci sono alcuni studenti che sorreggono uno striscione con la scritta “sciopero sociale e generale. Stop Jobs act, no sblocca-Italia, no piano scuola”.  “Noi la crisi non la paghiamo”, lo slogan lanciato dai manifestanti. “Oggi è solo

l’inizio”, promettono dal camioncino che guida il corteo, una citazione del maggio francese.  “Il governo Renzi non ha avversari:   l”unica opposizione è quella sociale”, ha detto Piero Bernocchi, portavoce  nazionale Cobas, spiegando ai giornalisti, a Piazza della Repubblica,   a Roma, le ragioni della protesta dello ”sciopero sociale”.  Questa – rimarca – è una coalizione originale, perchè abbiamo messo insieme non solo il mondo del lavoro, ma l”universo della precarietà.   Oggi in piazza manifesta anche chi lavora gratis. Questo corteo è la   voce di chi dice basta all”austerità dell”Unione Europea e del governo  Renzi; dice basta al Jobs Act che aumenta la precarietà, dice no alle   politiche economiche che hanno immiserito il paese, portando al 46% il  tasso di disoccupazione giovanile. Si stanno togliendo i diritti anche  a chi li aveva”. “Questa manifestazione – assicura il portavoce dei Cobas – è solo un   primo appuntamento: ci rivedremo con il ”laboratorio” il 30 a Napoli.   Questa è un”alleanza sociale”. A Roma si registra qualche ensione a Via Volturno dove sono stati lanciati petardi, uova e fumogeni all”altezza del ministero dell” economia, mentre il corteo si dirigeva  verso via Volturno.  Le forze dell’ordine sono intervenute con azioni di contenimento. Alcuni manifestanti denunciano di essere stati manganellati.

Da dazebao.it

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