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Repubblica  oscura la manifestazione delle tute blu non gradita a Renzi. Minoranze Pd sotto tiro

 

Chiediamo a Ezio Mauro se non sente umiliata  la  sua indubbia  professionalità, quale si richiede per dirigere  un grande giornale, dall’avere  dato conto della manifestazione che ha visto scendere in piazza , a Napoli, circa trentamila metalmeccanici pubblicando una grande foto a pagina 6 e queste due, dicasi due “ righe”: trentamila lavoratori in pazza per lo sciopero della Fiom a Napoli. Apertuta del giornale con questo titolo:  Scontro Landini-Renzi” Gli  onesti non ti votano. Bce, le banche in rivolta” Più sotto una foto di Landini e un titolo:” Ho detto una cavolata,ma kil governo sbaglia”. Tutto qui, neppure una segnalazione della manifestazione cui hanno partecipato le tute blu del Mezzogiorno e dii alcune regioni del Centro che fa seguito  a quella di  Milano. Landini ha precisato quello che intendeva dire: “Ho detto che la maggioranza di coloro che lavorano e di chi il lavoro lo cerca, la maggioranza di coloro che pagano le tasse e non le evadono non appoggia le scelte del governo” Ed ha parlato di persone oneste.  Poi  afferma che ha usato la parola onestà ma non per dire che chi vota Renzi non è onesto. Gli chiede l’intervistatore di Repubblica: “ E’ stata una frase infelice? Come si dice una cazzata? Maurizio Landini che è un generoso,non  si tira indietro e  dice: “ Si è stata una cavolata. Anche perché non riflette proprio quel che penso. Non ho mai ritenuto di dividere il mondo in due. Con i buoni da una parte e i cattivi dall’altra. Noi lavoriamo per unire i lavoratori” Ma Repubblica che conosceva la precisazione  di Landini avvenuta durante il corteo ha fatto finta di niente ed ha girato il coltello nella piaga. A che fine?

Il segretario della Fiom non aveva alcun bisogno di scusarsi
Da parte mostra diciamo francamente che Landini non aveva bisogno di scusarsi in una Paese in cui si evadono le tasse per circa un miliardi per circa 1.000 miliardi l’anno. Non sono certo i metalmeccanici della Fiom , milioni di lavoratori dipendenti, pensionati i responsabili. Chi evade è un disonesto.  Aggiungiamo alla lista dei disonesti quella dei corrotti, che sono tanti. Del resto proprio il premier ha come suoi partner, leggi patto del Nazareno, un pregiudicato,  Berlusconi,  uno come Verdini, con tre o quattro rinvio a giudizio. Non fanno certamente  patte  della banda degli onesti.

E’ il presidente Pd, Orfini, che organizza l’attacco a Landini
L’attacco a Landini parte dopo pochi secondi dal momento in cui le agenzie rilanciano la dichiarazione fatta a Sky. E’ il presidente del Pd che, scandalizzato, inveisce contro Landini che avrebbe offeso milioni di lavoratori che votano Pd. Orfini.ex dalemiano, sapeva bene , conoscendo Landini, quale era il senso delle sue parole. Ma è un buon comunicatore e sapeva bene che aprendo la polemica avrebbe indirizzato editorialisti  sempre più renziani, cronisti che si adeguano, sulla parola” onesti”. La grande manifestazione dei metalmeccanici, quando va bene, con titoloi mignon, magari meglio in cronaca. Così è stato, Repubblica ha fatto da battistrada. Ne è venuto fuori un quadro in cui disonesto è bello. Un editorialista, non facciamo ilo nome per carità di patria , se l’è presa con Enrico Berlinguer perché osò parlare della questione morale, cose da comunisti che volevamo essere diversi dagli altri, scrive la nullità.

La “mia sinistra” di Renzi,un misto di confusione e banalità
Un segno di forza per il Pd che ha così ottenuto l’oscuramento di una giornata di lotta dei lavoratori contro le politiche del governo, jobs act e legge di stabilità? No, anzi mostra la debolezza, di un premier che grida sempre più forte perché sente  il terreno mancargli sotto i piedi,capisce , forse, che non è possibile  andare avanti con voti  a forza di fiducia , che le minoranze non possono  essere ignorate, o mandare nei reparti confino come facevano i padroni della Fiat in primo luogo  gli iscritti al Pci, alla Cgil. Scrive, ci scusi, sciocchezze , come quando afferma che “  qualcuno ci deve spiegare perché con tutto l ’articolo18 abbiamo una disoccupazione a doppia cifra che cresce in questo Paese-“Ma che c’entra, che gli ha suggerito tale baggianata?  Davvero la lunga lettera a repubblica non merita commenti. Cogliamo solo  un’altra perla. Scrive Renzi, o chi per lui: Per noi la sinistra è storia e valori, certo. E’ Berlinguer e Mandela, Dossetti e Langer, La Pira e Kennedy, Calamandrei e Ghandi”. Verrebbe voglia di chiedergli:” Ma  lei conosce Gramsci? “ Non lo facciamo per il rispetto che portiamo a questa grande figura di italiano.

Non solo l’art.18,stracciato l’intero Statuto dei lavoratori
E poi l’elogio del jobs act.Ovunque vada trova  consensi,applausi, anche nelle fabbriche. Certo, in quelle dove i padroni mandano in ferie gli operai. La realtà è che una trentina di deputati la pensano diversamente.   Quell’emendamento fantasma  sui licenziamenti disciplinari non è un successo del  Pd, non cambia il verso del job act. Lo statuto dei lavoratori non è solo l’articolo18 ammesso che sia stato rimesso  in carreggiata .Ma non è così, basta chiedere a Sacconi e Ichino. Lo Statuto dei lavoratori riguarda  “  Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento, aggiornato con le successive modifiche ed integrazioni.”  E’ stato manomesso nei punti più qualificanti: articolo 18 appunto, articoli che riguardano il demansionamento, l’uso di audiovisivi e altri apparecchi per il controllo a distanza dell’attività dei lavoratori. Si getta al macero una intera legge.

 Un “cartello” delle minoranze Pd,emendamenti comuni alla legge di stabilità
C’è’ un altro fonte aperto nel Pd.Otto emendamenti alla legge di stabilità sono stati presentati da Giuseppe Civati,Stefano Fassina, Alfredo D’ Attorre, Gianni Cuperlo,Margherita Miotto,  bindiana che ai aggiunge a alle altre minoranza. Manca la  “ Ditta”anche se Fassina e D’ Attorre ne facevano parte. Cuperlo non  era stato neppure invitato alla assemblea tenuta di recente a Milano.   Uno dei leaderini dell’area bersaniana, Speranza,ha  espresso grande elogio per la trovata di  Renzi,il partito della nazione, ritiene un suo personale successo, in concorrenza con Cesare Damiano , l’emebdamento fantasma e poi è il capo groppo  alla Camera,meglio prendere le distanze dalle altre minoranze. Anche il ministro Martina  si chiama fuori. E’ un ministro, come opporsi a Renzi? Per esempio non facendo il ministro. Ma i firmatari degli emendamenti. ogni giorno sotto tiro del premier e della sua corte, sono decisi ad andare avanti. Proprio a partire dalle firme comuni potrebbero dar vita ad una specie di “ cartello “ delle minoranze collegandosi,magari, ai senatori che hanno dato battaglia sulla legge elettorale e la riforma Costituzionale. Si dice, se sono rose fioriranno .Per ora stanno mettendo molto nervosismo nella maggioranza renziana. Anche perché la carta dell’attacco al sindacato, a Camusso e Landini, alla Cgil, ci va di mezzo anche la Uil,non regge . La partecipazione dei lavoratori a scioperi e manifestazioni ci riporta, per ampiezza a molti anni fa. E lo sciopero generale è come la Cina. E’ vicino.

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