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La fabbrica cinese

 

Gli ultimi dati dell’agenzia statistica europea, EUROSTAT conferma che, senza un ribaltamento delle politiche  dell’Unione europea, l’eurozona continua ad essere condannata a sprofondare in una cosiddetta “stagnazione secolare”, un lungo periodo di crescita bassa o addirittura nulla. E, infatti, il bollettino dell’Eurostat  parla con chiarezza e ci racconta che nell’ultimo trimestre la crescita nell’Eurozona è stata dell’O,0%. In uno scenario come questo risolvere il problema della disoccupazione dilagante (18 milioni di senza lavoro soltanto nella zona euro) e della deflazione alle porte (0,4 è il tasso di inflazione nella zona euro) mentre in alcuni paesi è già sotto lo zero) e del debito pubblico è praticamente impossibile. Un caso esemplare degli errori compiuti perseguendo le politiche di austerità è rappresentato dal nostro Paese.

Con una produzione industriale che è al disotto del 25 % cento delle sue possibilità, un Prodotto industriale lordo al meno dieci per cento, un tasso di accumulazione del capitale che segna il meno tredici per cento e un debito pubblico a livello record nell’intero pianeta. Non può confortarci perché la Germania, il paese più ricco e forte dell’Eurozona, ha registrato per la prima volta un tasso negativo dello zero per cento dal 2010 ad oggi. Da parte sua Matteo Renzi è intervenuto nello stabilimento Fiat di Termini Imerese promettendo di tornare il sette novembre 2014 con un piano industriale preciso che prevede un intervento dei cinesi di Brilliance con i quali si cercherà un accordo in un incontro previsto a Pechino nel prossimo mese di ottobre.

I cancelli della fabbrica, come è noto, sono chiusi dal 23 novembre 2011. Dopo quasi quattro anni di promesse e tentativi con prospettive differenti sempre regolarmente fallite ora il progetto, sovvenzionato dalla giunta regionale siciliana di Crocetta, tenta di decollare con il discorso del presidente del Consiglio e del governo italiano che rappresenta. La giunta siciliana è favorevole all’esperimento dell’auto ibrida che è un inedito quasi assoluto per l’Italia. La Grifa (gruppo italiano fabbrica automobili, controllata da Energy Crotone con sede a Bolzano dovrebbe occuparsi di energie alternative ma ha al vertice una finanziaria milanese molto chiacchierata. Alla guida della società milanese c’è Augusto Forenza, un settantaduenne commercialista napoletano, per anni braccio destro di Mario Maione. L’idea di Forenza è di produrre una piccola autovettura ibrida e di metterla sul mercato in meno di diciotto mesi e riassumere non meno di quattromila addetti.

Il produttore cinese, Brilliance China, ha già cercato di entrare nel mercato europeo ma con scarso successo. Nel 2007 il prototipo Bss6 non passò l’esame del crash europeo (una stella su cinque) con modifiche che fecero aumentare sensibilmente il costo. Sicché la fabbrica produttrice fallì miseramente. E questo non è un buon precedente per l’esperimento, ora previsto, a Termini Imerese.

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