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Iacopino (Odg) “Dal senatore Airola un linguaggio indegno”

 

“Rai, pagherete caro, pagherete tutto. Chi ha la mia età ricorda quanto dolore quello slogan provocò nel nostro Paese. A Torino, la città del senatore del M5S Alberto Airola, i “figli” di quello e altri slogan dei predicatori di odio uccisero l’avvocato Fulvio Croce: era il 28 aprile 1977. Pochi mesi dopo, il 29 novembre, assassinarono il giornalista Carlo Casalegno. Airola forse non lo sa: aveva sette anni. È l’unica attenuante che si può riconoscere alla volgarità criminale di alcune sue affermazioni nei confronti della Rai e di alcuni colleghi. Definire le persone “gentaglia”, aggiungere che questa “gentaglia pagherà, forse non oggi, ma domani sicuramente” può, purtroppo, fare avere sui media un quarto d’ora di celebrità. Ma è un linguaggio indegno non solo per chi siede nel Parlamento, ma per chi vuole operare nella società”. E’ quanto scrive in una nota Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti sulle affermazioni del senatore Airola.

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