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ALCUNE CLAUSOLE INSERITE IN CONTRATTI DI “LAVORO AUTONOMO” POSSONO RIVELARE L’UTILIZZAZIONE DEL LAVORATORE IN CONDIZIONI DI SUBORDINAZIONE

 

Unitamente alla prova testimoniale (Tribunale di Roma, Sezione Lavoro sentenza n. 3780 del 30.5.2014, Est. Redavid).

Giuseppe B. ha lavorato come regista per la Rai dal novembre 1994 al luglio 2009 con contratti di “lavoro autonomo” a volte intestati ad altri datori di lavoro. Quando la Rai ha cessato di utilizzarlo, egli ha chiesto, nel giugno 2011, al Tribunale di Roma l’accertamento dell’esistenza di un unico rapporto di lavoro subordinato e l’annullamento del licenziamento di fatto subito, con ogni conseguente pronuncia ex art. 18 St. Lav. e la condanna della Rai al risarcimento del danno per omesso versamento dei contributi previdenziali.
Il Tribunale di Roma, Sezione Lavoro (sentenza n. 3870 del 30.5.2014, Est. Redavid) ha accolto la domanda, fondando il suo giudizio, oltre che sulla prova testimoniale, anche su alcune clausole dei contratti di “lavoro autonomo” sottoscritti dal lavoratore con la Rai, in quanto rivelatrici dell’intento di utilizzarlo come un dipendente… Continua su leggeegiustizia.it

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