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Expo e Daspo

 

Il presidente del consiglio, in giro per campagna elettorale, urla a pieni polmoni: “Daspo ai politici che prendono tangenti!” Daspo?! Ma quello è il divieto d’accedere alle manifestazioni sportive, che c’entra con la politica corrotta e/o mafiosa? Comprendiamo che moltissimi facciano politica per sport, specie quello sporco, tuttavia l’uscita di Renzi era decisamente fuori luogo.

Ma come? Questo Paese ha avuto (perfino) bisogno di promulgare legge specifica (Severino d.lgs. 235/12) per preservare/proteggere/tutelare il governo da -onorevoli- delinquenti. In Europa, per e nella quale voteremo tra una settimana, vale da sempre “solo” quel de rerum natura per etica/estetica già consolidato in DNA di Stato: il soggetto politico che delinque (o pesantemente sospettato di delinquere) nella sua rappresentativa veste, ancorché personale ove questa danneggiasse l’altra, ben prima del giudizio penale è cacciato a pedate nel rappresentativo istituzionale didietro se non rassegna prima le dimissioni.

Da noi non funziona così e tutti noi ben sappiamo come purtroppo invece funziona.

Ebbene: ma come veramente stiamo messi quanto a quoziente intellettivo, se il capo di governo italiano 2014 d.C. anziché “erudirci” servendosi di una legge seria che ci piacerebbe fosse applicata seriamente, ritiene per noi più comprensibile usare invece metafore calcistiche come fece il suo omologo con quel forza Italia di vent’anni fa.

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